Zona industriale, Ugl: “Occorre affrontare subito l’emergenza pioggia"

Dipendenti ed imprenditori non ne possono più di subire danni sia alle strutture che alle automobili e, soprattutto, non se la sentono più di essere esposti a pericoli per la propria incolumità

Con l’arrivo delle prime piogge autunnali anche quest’anno, puntuale, nella Zona industriale di Catania si è riproposto il problema dell’allagamento delle strade, con gli immancabili disagi ed i rischi corsi dalle migliaia di lavoratori che, quotidianamente, operano nel sito produttivo più attivo della Sicilia.

Dipendenti ed imprenditori che non ne possono più di subire danni sia alle strutture che alle automobili e, soprattutto, non se la sentono più di essere esposti a pericoli per la propria incolumità, come evidenzia ancora una volta il segretario etneo della federazione Ugl metalmeccanici, Angelo Mazzeo: “Non è più accettabile che ad ogni pioggia, ed oggi è sempre più frequente che si registrano fenomeni piovosi eccezionali, chi si trova a transitare nelle vie della zona industriale debba sperare in un miracolo perché non gli accada nulla. In quasi tutti i casi il risultato più benevolo è stato vedersi arrivare l’acqua all’altezza del finestrino, per non contare ruote, semiassi e parti della carrozzeria danneggiati da buche e detriti. Grazie a Dio fino ad ora nessuno ci ha rimesso la pelle, ma è chiaro che così non può continuare".

"Ciò che fa più rabbia – aggiunge Mazzeo – è che neanche nelle strade dove la precedente amministrazione comunale ha fatto eseguire dei lavori si sono visti miglioramenti, anzi al contrario i problemi si sono riproposti. A questo punto come Ugl ci rivolgiamo al sindaco ed all’assessore delegato alla zona industriale per chiedere un urgentissimo tavolo tecnico, per discutere prima di tutto di quelle misure tempestive che si possono mettere in atto per mitigare i rischi. In secondo luogo, non possiamo più tollerare il mancato chiarimento tra gli enti, nello specifico Comune e Irsap, sulle zone di competenza".

"Perché ad esempio non è possibile che si debba attendere il termine di un iter burocratico per sapere a chi appartiene o meno un tombino piuttosto che una caditoia, poiché gli eventi metereologici non aspettano niente e nessuno. Pretendiamo, quindi, si faccia immediatamente chiarezza e che l’intera area passi nelle competenze della Città metropolitana con l’istituzione di un comitato di gestione unico. Quella dell’area industriale è un’emergenza di assoluta rilevanza – conclude il sindacalista – primo per il gran numero di persone coinvolte direttamente ed indirettamente che non possono essere tutti i giorni mandate a rischiare di morire, secondo perché è il motore trainante dell’economia della città (e non solo) e non può essere di certo abbandonata a se stessa, divenendo palude d’inverno e deserto d’estate”.

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