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Riposto

Maltrattava i genitori per soddisfare le sue esigenze: arrestato

Il 37enne pretendeva continuamente denaro per l'acquisto della droga. All’ennesima richiesta la madre si è chiusa in una stanza e ha chiamato sottovoce i carabinieri

I carabinieri della stazione di Riposto, con il supporto dei colleghi del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Giarre, hanno arrestato un 37enne del posto, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia. Nella nottata, l’intervento dei militari in servizio di pattuglia in Via Vespri, attivati dalla telefonata al 112 nella quale una donna ha segnalato che il figlio era andato in escandescenze e la stava minacciando perché non aveva ottenuto immediatamente il denaro richiesto, una somma che quotidianamente variava tra i 50 ed i 90 euro.

La situazione familiare era già nota ai carabinieri poiché il 37enne, uscito dal carcere lo scorso mese di settembre ha continuato a maltrattare entrambi i genitori, di 70 lui e 64 anni lei, in una continua escalation di richieste estorsive di denaro corredate da gravi minacce. La donna, all’ennesima richiesta di denaro si è chiusa in una stanza e ha chiamato sottovoce il 112 chiedendo di far intervenire immediatamente i carabinieri per salvarsi dalla furia del figlio che frattanto, come percepito anche dallo stesso operatore, accortosi della conversazione in corso le ha strappato il telefono dalle mani. I militari intervenuti hanno trovato l’uomo sul divano che, ormai consapevole del loro imminente arrivo, non ha opposto resistenza all’arresto. A seguito dei preliminari accertamenti i militari hanno appreso che l’uomo, da circa tre anni, sottoponeva entrambi i genitori a continue minacce minando la loro serenità e sottoponendoli a continue pretese che spaziavano dalle richieste di denaro per acquistare droga sino alle “ordinazioni” dettagliate delle pietanze da consumare in casa, ad esigere l’incasso dei proventi di affitti di abitazioni di proprietà familiare e per finire con la costrizione al padre di acquistargli un’autovettura. Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato associato al carcere catanese di Piazza Lanza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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