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No Muos tra violenze e diritti, il racconto di una mamma di Caltagirone

Samanta Cinnirella, del Comitato Mamme No Muos di Caltagirone, è stata vittima dei violenti scontri avvenuti lo scorso lunedì e ci racconta cos’è successo. Intanto il comitato ha interpellato il Presidente della Camera Boldrini, alla quale è stata inviata una lettera

Un punto interrogativo sembra descrivere al meglio la situazione del Muos di Niscemi. La travagliata vicenda rimane in sospeso, anche se l’udienza al Tar è stata rinviata al prossimo giugno. Nonostante le proteste pacifiche, non sono mancati casi di violenza: Samanta Cinnirella, del Comitato Mamme No Muos di Caltagirone, ne è stata vittima e ci racconta cos’è successo lo scorso lunedì.

“Eravamo tutte sedute per terra: avevamo percepito il nervosismo che si respirava quel giorno, considerato che non volevano proprio ascoltarci; fatto sta che loro hanno cominciato a strattonarci violentemente e a trascinarci sul bordo della strada. Pur di far passare i mezzi con i materiali, non hanno avuto cura di vedere che ero finita in una parte del terreno, pieno di pietre: io non sono riuscita a mantenere l’equilibrio, così sono caduta, sbattendo il coccige, con un contraccolpo che è arrivato in testa” dichiara Samanta che quel giorno era insieme ad altre mamme, tra cui una donna incinta. 

“Sono subito svenuta. Al mio risveglio il commissario ha chiesto come mi sentissi: in un primo momento, non mi riprendevo poiché non avvertivo sensibilità alle mani e alle gambe; poco dopo è stata chiamata un’ambulanza che mi ha portato in ospedale, prima a Niscemi e poi a Caltagirone, dove hanno effettuato dei controlli più specifici. Continuo ad avvertire dei dolori alla schiena, anche se ho ripreso  normalmente la mia vita di tutti i giorni.” 

Proprio quel lunedì,aggiunge Samanta, era stato disposto uno spiegamento ingente di forze. “Ne abbiamo subito chiesto il motivo e ci hanno risposto dicendo che avrebbero dovuto proteggerci. La verità è che abbiamo il diritto di manifestare, e non è giusto che loro facciano valere un ordine attraverso la violenza” continua la mamma attivista. 
 
“Vogliamo solo informare e soprattutto siamo alla ricerca di interlocutori, c’è un silenzio sconfortante da parte delle Istituzioni. La gente è davvero preoccupata per la propria salute, si pensi ai malati che portano il pacemaker che hanno problemi dovuti all’alterazione del funzionamento della macchina a causa delle onde elettromagnetiche; per non parlare dei disturbi che causano ai malati di tumore.  La città è totalmente abbandonata, l’economia locale è in ginocchio, e i cittadini chiedono delle risposte: ci siamo organizzati e di tasca nostra stiamo realizzando dei vestiti coi quali coprirci, con i tessuti repellenti alle onde.”

Il comitato  non si arrende  e in occasione della festa della mamma ha organizzato una giornata al presidio, per lanciare l’ennesimo messaggio. 

“I nostri figli indossavano un caschetto e un paio di occhiali da sole, proprio a voler simboleggiare che abbiamo bisogno di proteggerli; dopodiché abbiamo piantato dei fiori, che rappresentano la vita, fatto una passeggiata per il bosco, e realizzato degli oggetti con l’argilla.  Il senso dell’iniziativa è quello di insegnare loro come prendersi cura della Natura, venendo a contatto con essa stessa: i bambini erano felicissimi, ragione che ci ha spinto a programmare altre giornate come questa.”  Intanto il comitato ha anche interpellato il Presidente della Camera Boldrini, alla quale è stata inviata una lettera.  

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