Indigenti in aumento a Catania: ecco la mappa dell'emarginazione

Quali sono le aree di Catania ad alto tasso di povertà? Ciò che più colpisce è la quantità di persone costrette a vivere ai margini della società. Un dato in costante aumento, così come confermano gli operatori del settore

Corso Sicilia, Viale Africa, Corso Martiri della Libertà, ma non solo. Quali sono le aree di Catania ad alto tasso di povertà? Abbiamo cercato di geolocalizzare i punti della città dove, maggiormente, si vive ai margini della società. Zone frequentate dai senza fissa dimora. Un numero in costante aumento, così come confermano gli operatori del settore.

I dati del dossier statistico annuale Caritas sulla povertà in Italia saranno presentati a fine mese, ma secondo le previsioni degli addetti ai lavori il 2013-2014 segnerà un ennesimo aumento di indigenti costretti a chiedere assistenza alle associazioni attive sul territorio.

A Catania ci spiegano che "negli ultimi nove mesi è stato registrato un notevole aumento dell’utenza che si rivolge al centro per avere assistenza legale, fare una visita medica o semplicemente fare una doccia, passando da 32 a 42 persone al giorno”. 

“Molti di loro sono stranieri di varia etnia, provenienti anche dal Cara di Mineo – spiega Nino Licata, volontario del Centro Astalli di Catania – o dai paesi dell’Est Europa. Ma è cresciuto anche il numero di catanesi che si rivolgono a noi, ai Cavalieri della Mercede o alla Caritas per avere un aiuto nei bisogni quotidiani. Disoccupati e pensionati in prevalenza. Molti chiedono una mano per trovare lavoro: da noi è possibile compilare un curriculum ed essere inseriti in una bacheca lavoro, anche se la domanda è di molto superiore all’offerta. I nostri sportelli sono aperti tre volte a settimana: facciamo tutto il possibile e senza chiedere un euro a nessuno”.

Ma dal 2009 lo Stato ha revocato il finanziamento del 5x1000 e i volontari si autotassano con una quota annuale per far fronte alle spese. “A dicembre siamo riusciti ad ottenere dal comune di Catania un immobile in gestione  - continua Licata- grazie al contributo di una associazione culturale, ma quando ci hanno consegnato le chiavi abbiamo trovato gli interni devastati dai vandali. Nei prossimi mesi contiamo di rimboccarci le maniche e aprire una struttura con 25 posti letto".

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