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Il caso Mariella Cimò, il marito accusato dell'omicidio presenta ricorso in Cassazione

Gli avvocati di Salvatore Di Grazia, condannato in secondo grado per l'omicidio della moglie Mariella Cimò e della distruzione o soppressione del suo cadavere, hanno presentato il ricorso in Cassazione

Gli avvocati di Salvatore Di Grazia, condannato in secondo grado per l'omicidio della moglie Mariella Cimò e della distruzione o soppressione del suo cadavere, hanno presentato il ricorso in Cassazione. L’otto luglio 2019, la Corte di Appello di Catania presieduta dal giudice Elisabetta Messina con l’intervento del Procuratore Sabrina Gambino, confermò infatti la condanna a 25 anni di carcere per l'uomo, oggi libero senza alcuna misura cautelare. La nuova udienza sul caso si terrà tra un anno circa. Mariella Cimò è scomparsa dalla sua casa di San Gregorio di Catania nella notte tra il 24 e il 25 agosto 2011. Il suo corpo non è stato mai ritrovato. Un mistero che dura da ben 9 anni. La Corte di Catania, nel confermare la responsabilità di Salvatore Di Grazia, in ben 100 pagine, valorizza tra i diversi elementi a carico dell' uomo, l' inesistenza di serie e logiche ipotesi alternative all'omicidio di Mariella Cimò.

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