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La mafia dei grandi nomi a Mascali, il ristorante Liperus era la base operativa

Dalle indagini è risultato anche che, dietro pagamento di denaro, il gruppo interveniva presso la Corte di Cassazione e l'Università di Messina al fine di pilotare alcune sentenze e favorire gli studenti per il superamento dei test di ingresso o di esami universitari

Alle prime luci dell’alba di oggi, i carabinieri di Giarre hanno dato esecuzione a 10 provvedimenti restrittivi (di cui 4 in carcere e 6 ai domiciliari) a carico, tra l’altro, degli ex amministratori del comune di Mascali, il Sindaco Filippo Monforte ed il presidente del consiglio comunale Biagio Susinni, di Alfio Romeo, esponente del clan Laudani, e di alcuni imprenditori di Mascali e Catania, tra cui figura il costruttore 53enne Alfio Luciano Massimino.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Gli indagati sono ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di corruzione continuata per un atto contrario ai doveri d’ufficio, aggravata dal fatto di aver favorito il radicamento sul territorio degli interessi economici del sodalizio di tipo mafioso, denominato “clan Laudani”; sottrazione fraudolenta al pagamento di imposta, aggravata; millantato credito, continuato.

Le risultanze dell’attività di indagine, denominata "Town Hall"(Municipio), coordinata dalla locale Procura Distrettuale della Repubblica, hanno consentito non solo di fare luce sulle connivenze e le complicità tra amministratori, imprenditori e esponenti della criminalità ma, nell’aprile scorso, di portare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Mascali,  

L’attività di indagine è stata avviata nei confronti di Alfio Romeo e proprio dal suo monitoraggio ed in particolare dall’ascolto delle conversazioni che avvenivano all’interno del ristorante Liperus di Piedimonte Etneo, al tempo di sua proprietà, emergevano frequenti incontri con l’onorevole Susinni nel corso dei quali, al fine di favorire Romeo ed il clan mafioso di cui era parte nonché gli “amici” imprenditori di Mascali e Catania, venivano concordate variazioni al Piano Regolatore Generale del Comune (modificando le destinazioni di terreni, da zona agricola a zona di espansione edificabile) così da permettere la costruzione di strutture ricettive e parchi residenziali. In cambio del suo “interessamento” Susinni riceveva denaro contante ovvero altre utilità, quali ad esempio appartamenti.

L’attività d’indagine dei carabinieri ha messo in luce, non solo gli episodi di corruzione relativi al rilascio delle concessioni edilizie ed alla materia urbanistica, ma un vero e proprio modello gestionale dei due amministratori mascalesi sistematicamente improntato all’illecito ed al malaffare, finalizzato al tornaconto personale e ad agevolare professionisti o imprenditori amici anche in altri campi. 

Inoltre, la rete di rapporti di Susinni gli ha permesso di far credere a dei soggetti, anche loro indagati, di avere la possibilità, dietro pagamento di denaro, di intervenire, per il tramite di suoi complici, presso la Corte di Cassazione e l’Università di Messina al fine di pilotare alcune sentenze e favorire gli studenti per il superamento dei test di ingresso per la facoltà di Medicina e Farmacia o di esami alla facoltà di Giurisprudenza.

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