Mascherine Tricolore, il quarto sabato di proteste

La protesta ha avuto luogo nella caratteristica piazza Palestro, al centro di uno dei quartieri più antichi della città, dove oltre 60 manifestanti hanno fatto sentire la loro voce, anche con delle testimonianze dirette di lavoratori allo stremo

Un altro sabato di protesta per le Mascherine Tricolori. Da Nord a Sud, in quasi cento piazze italiane, migliaia di italiani hanno manifestato, in modo pacifico ma determinato, contro le restrizioni del governo Conte e le misure economiche insufficienti per far fronte alla grave crisi economica e sociale connessa all’emergenza sanitaria. Nonostante le difficoltà dovute alla presenza ancora parziale di restrizioni (che persistono anche sulle modalità di organizzazione delle manifestazioni) si è riscontrato un grande aumento di partecipazione popolare agli appuntamenti. Il prossimo obiettivo è l’organizzazione di una grande manifestazione nazionale a Roma. Anche a Catania la protesta ha avuto luogo nella caratteristica piazza Palestro, al centro di uno dei quartieri più antichi della città, dove oltre 60 manifestanti hanno fatto sentire la loro voce, anche con delle testimonianze dirette di lavoratori allo stremo. Aumenta soprattutto la presenza dei rappresentanti delle categorie più colpite dalla crisi connessa all’emergenza Covid-19. Nelle diverse piazze sono intervenuti ristoratori, baristi, operatori del turismo, proprietari di B&B, tassisti, ma anche lavoratori che ancora attendono la cassa integrazione, disoccupati, genitori in difficoltà. “A quasi tre mesi di distanza dalla chiusura totale, ci sono milioni di italiani che ancora non hanno visto un euro”, si legge nel volantino diffuso in tutte le piazze. “Questo è inaccettabile! Siamo stanchi di sentire solo annunci da parte del governo, miliardi su miliardi che però restano solo sulla carta, “potenze di fuoco” che vivono solo nella fantasia di Giuseppe Conte. Milioni di lavoratori ancora non hanno visto i soldi della cassa integrazione in deroga, per non parlare delle centinaia di migliaia di autonomi a cui il bonus Inps non è arrivato! E i finanziamenti alle imprese? La maggior parte degli imprenditori non ha avuto accesso al credito. E il reddito di emergenza per disoccupati e persone in difficoltà? Ancora non si sa se, come e quando arriverà”. “Invece di regolarizzare 600 mila immigrati e pensare ai bonus per i monopattini, il governo dovrebbe mettere in campo risorse senza precedenti per salvare quei settori, come il turismo e la ristorazione, che rischiano letteralmente di scomparire. Nonostante la fase due, migliaia di attività non hanno riaperto. Serve il blocco degli affitti, la proroga della cassa integrazione e regole vere, ma che siano chiare e applicabili. E poi vogliamo sapere quale sarà il futuro dei nostri figli, come e quando riapriranno le scuole, se esiste una strategia, uno stanziamento di fondi. Qui si brancola nel buio, mentre il governo pensa solo a rendere perpetua la dittatura sanitaria e la limitazione della libertà, con il prolungamento dello stato d’emergenza fino a dicembre! Questo governo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo”.

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