Matteo Salvini a Catania: "I Cinque Stelle unici avversari, ma sono degli incapaci"

Messo in archivio il Pd, dato già per spacciato a causa dell'eredità pesante lasciata da Crocetta, il leader della Lega punta il dito contro il Movimento Cinque Stelle

Matteo Salvini è tornato a Catania per sostenere i candidati della sua lista in vista delle elezioni regionali del prossimo cinque novembre. Nella sala conferenze del Mercure hotel, non si è negato alla valanga di selfie e foto richieste dai suoi supporters della Sicilia orientale. Lapidarie le sue frecciate contro gli avversari. Messo in archivio il Pd, dato già per spacciato a causa dell'eredità pesante lasciata dal governatore uscente, Rosario Crocetta, il leader della Lega punta il dito contro il Movimento Cinque Stelle.

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Il nemico è il Movimento Cinque Stelle

"Sono loro l'avversario con cui dovremo fare i conti. L'onestà è un requisito fondamentale - dice il leader della Lega, che appoggia la coalizione di Nello Musumeci - ma bisogna aggiungere la capacità di governare, altrimenti la Sicilia rischia di affondare. Roma è un esempio: guardate come in un anno e mezzo non solo non i Cinque Stelle hanno combinato niente, ma la città e' ancora piu' sporca e piu' insicura di prima. Noi vogliamo investire su lavoro, agricoltura, sicurezza e trasporti". Riguardo la questione degli impresentabili nelle liste del Centrodestra, Salvini sottolinea che per quanto riguarda la Lega sono state fatte delle scelte ben precise, precludendo l'accesso a chi è sospettato di essere vicino ad ambienti mafiosi. "Combatteremo la mafia quartiere per quartiere - aggiunge - e spero di potermi recare a Corleone durante questa mia visita in Sicilia".

Il programma di Salvini

Immancabile il rimando alla questione dell'immigrazione. "Voglio svuotare gli hotel siciliani dagli immigrati clandestini, portando nuovamente i turisti. Non me ne vogliano le tante cooperative che hanno riempito le loro casse grazie ai soldi dei cittadini. I porti siciliani sono divenuti ormai un approdo sicuro per gli scafisti, invece che luoghi in cui si fa commercio. Nel mio programma viene prima di tutto il lavoro per chi non ce l'ha. E poi l'agricoltura e la pesca. Quando sono a Milano e vedo sui banconi dei supermercati i prodotti provenienti dall'estero, mi arrabbio come un bufalo".

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