Maurizio Zamparini a sostegno del movimento catanese Forza D’urto

Confermato il blocco del trasporto siciliano per 5 giorni. Verranno istituiti dei presidii su tutto il territorio dell'isola per spiegare le ragioni della protesta

Ieri, in un albergo nei pressi del territorio catanese le città rivali calcistiche di Catania e Palermo si sono unite insieme.

Ha fatto un po’ impressione vedere il presidente del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, presenziare ad un movimento nato a Catania. In realtà, Zamparini è intervenuto alla affollata riunione del neo gruppo Forza D’urto nelle vesti di fondatore del “Movimento per la gente” nato a Roma nello scorso mese di novembre proprio per difendere i cittadini da tasse e burocrazia.

Durante la seconda riunione ufficiale del movimento, l’accordo è stato stretto e la mobilitazione che inizierà alle 00 di lunedì 16 gennaio e si concluderà alle 24 di venerdì 20, sarà messa in atto. Tutte le aziende di trasporto strutturate e non strutturate vi aderiranno come hanno aderito al Movimento “Forza d’Urto” che vedeva già la partecipazione degli autotrasportatori dell’Aias, del “Movimento dei Forconi, degli imprenditori del settore agricolo, dei pescatori e di diverse altre categorie.

Il trasporto siciliano si bloccherà quindi per 5 giorni e verranno istituiti dei presidii su tutto il territorio dell’isola per spiegare le ragioni della protesta e chiedere l’adesione dei siciliani, in particolare delle donne e dei giovani.

Negli interventi del presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, e del leader dei Forconi, Mariano Ferro, si è chiaramente manifestata la totale diffidenza nei confronti della classe politica siciliana. Ma è stata anche ribadita l’assoluta priorità di contenere i disagi ai siciliani e l’intendimento di condurre la protesta in maniera assolutamente tranquilla, civile e pacifica.
Il nostro interlocutore è il Governo Nazionale – hanno precisato – e purtroppo fino ad ora, nessuno ci ha mai voluto ascoltare. Per questo motivo abbiamo deciso di dare vita a questa mobilitazione”.

Noi non siamo contro nessuno – ha spiegato Richichi - vorremmo solo che si mettesse in atto qualcosa che possa rimettere in moto l’economia della Sicilia, partendo anche dall’abbassamento delle accise sui carburanti che pesano troppo sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni”.



 “Lavoro otto ore al giorno per difendermi dallo Stato – ha denunziato l’imprenditore Friulani - e due per produrre. In un momento di crisi lo Stato deve aiutare invece non fa altro che aumentare le tasse e mandare cartelle esattoriali”.

Chi è ai vertici della politica non conosce i veri problemi della gente. Noi abbiamo permesso questo – ha concluso Zamparinie noi adesso dobbiamo dare all’Italia una nuova impronta, riprendere in mano lo Stato, che siamo noi. Lo Stato che io immagino è quello della giustizia sociale, del lavoro, della serenità”.

 

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