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Maxi indebitamento per la Regione, la Corte dei conti: "Rischio crack, intervenga Roma"

Oggi il rendiconto generale delle sezioni riunite per l'esercizio finanziario 2014. Per i giudici contabili "il debito ammonta a 7 miliardi e 900 mila euro, superiore a quello del 2013. Aumenta la spesa e non diminuisce la corruzione. 15 mila i dipendenti a tempo determinato, 1.737 i dirigenti"

Aumentano le spese e diminuiscono le entrate. "Una situazione di grave emergenza", quella dei conti pubblici regionali, con un debito che ammonta a 7 miliardi e 900 milioni di euro. E' quanto viene segnalato nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione siciliana pronunciato dalle Sezione Riunite della Corte dei conti in riferimento all'esercizio finanziario 2014. "Un progressivo deterioramento dei conti -  affermano i giudici - nonchè un durevole peggioramento della situazione finanziaria che rendono improcrastinabile l'esigenza di predisporre un concreto programma di rientro del deficit ormai strutturale e consolidato in modo da realizzare un effettivo e credibile risanamento". Secondo la magistratura contabile "non si è provveduto a dare corso alle severe scelte strategiche pianificate con il Dpef 2014-2017".

DEBITO TROPPO ALTO, INTERVENGA ROMA - Il debito pubblico della Regione siciliana, per effetto di una serie di operazioni ammonta complessivamente a 7 miliardi e 900 milioni di euro. Al 31 dicembre 2014 il debito residuo si attestava sui 5 miliardi 508 milioni di euro. Lo stock del debito è "su un livello superiore rispetto a quello del 2013 registrando un trend crescente pari al 3,05%". Le onerosità della situazione debitoria è maggiore se si considerano le due anticipazioni di liquidità per complessivi 900 milioni circa concesse dal ministero dell'Economia nel 2013 e la sottoscrizione di un prestito nel 2015, autorizzato dal parlamento regionale, per un miliardo 776 milioni. La Corte, pertanto, segnala "l'esigenza che lo stato dei conti pubblici venga sottoposto a controlli da parte del governo centrale. A tal fine è necessario un piano triennale di rientro per il ripristino strutturale dell'equilibrio di bilancio in un'intesa tra lo Stato e la Regione".

LA CORRUZIONE IMPERA ANCORA - "Non accenna a diminuire in Sicilia il fenomeno predatorio della corruzione". Lo afferma il procuratore generale d'Appello Diana Calaciura Traina. "I sistemi criminali - aggiunge - si sono affinati ed operano oggi più di ieri attraverso modalità camaleontiche. Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, creando un circolo vizioso. Rivolgo un plauso all'approvazione della nuova legge anticorruzione che ha introdotto pene più severe per i delitti contro la pubblica amministrazione, sconti di pena per chi collabora e nuove figure di reato".

AUMENTA LA SPESA - "Le spese complessivamente impegnate sono aumentate rispetto al precedente esercizio passando da 18.449 milioni a 19.908 milioni euro". A dirlo è ancora Calaciura Traina. Il magistrato nel corso della sua requisitoria ha posto l'accento su alcuni capitoli della spesa della Regione. Tra queste quella della spesa per il personale: "Alla data del 31 dicembre 2014 i dipendenti a tempo indeterminato, esclusi i dirigenti, sono 15 mila. Alla stessa data i dirigenti della Regione a tempo indeterminato erano 1.737 e pertanto poco meno del 2013 in cui erano 1.773. Il rapporto tra dirigenti e restante personale è rimasto pressochè invariato rispetto al 2013".

PARTECIPATE, CONTROLLI INADEGUATI - "Va constatata e fortemente stigmatizzata la inadeguatezza dei controlli effettuati dalla Regione nei confronti delle società partecipate. Non è ammissibile - spiega Diana Calaciura - che gli organi di amministrazione di società di cui la Regione è l'unico socio o socio di maggioranza, ignorino le richieste di informazione da parte della Ragioneria regionale e non è ammissibile che la Regione, che spesso sostiene finanziariamente gli enti, tolleri tali omissioni. E' necessaria, quindi, la tempestiva adozione da parte della Giunta regionale, di rigorose misure correttive nei confronti degli amministratori e delle società".

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