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I maxi premi per i dirigenti dell'ex provincia: in 9 anni quasi 1 milione e mezzo di euro

Si tratta dei premi legati al raggiungimento degli obiettivi, ma lo stesso organismo indipendente di valutazione rileva che i risultati raggiunti rientrano nell'ordinarietà

L'ex provincia di Catania, da qualche anno Città Metropolitana, vive da tempo una situazione di ristrettezze economiche e – così come gli altri enti siciliani – è commissariata da sette anni. Di recente l’Ars ha stabilito un ennesimo rinvio delle elezioni di secondo livello che si terranno, salvo complicazioni, il prossimo aprile 2020. In carica resta il sindaco metropolitano ma senza consiglio che è sostituito da un commissario.

In questo contesto, fatto di mancata rappresentatività politica e crisi economica, chi non patisce i continui tagli, la contrazione dei servizi erogati e i disagi dovuti a una riforma incompiuta sono i dirigenti della Città Metropolitana.

Infatti, nonostante il collasso di molti enti pubblici, i dirigenti “metropolitani” non rinunciano ai ricchi benefit derivanti dalle indennità di risultato che sono, in buona sostanza, dei “premi” che dovrebbero ricevere in base al loro lavoro e agli obiettivi “straordinari” che riescono a raggiungere.

Obiettivi che dovrebbero essere percepiti dai cittadini della provincia etnea ad esempio in termini di servizi, strade sicure e ben asfaltate, scuole moderne ed efficienti, pianificazione turistica efficace. Ma i maxi premi che ogni anno vanno ai dirigenti non sembrano rispecchiare i risultati.

Basti pensare che il premio complessivo, per i 7 dirigenti che hanno attualmente in carico 13 servizi, per il 2017 è stato di oltre 212 mila euro. Nel 2012 di 249 mila euro, nel 2013 di 240 mila euro, nel 2014 quasi la stessa cifra, nel 2015 l’apice con 322 mila euro e nel 2016, 212 mila euro. Tutti dati reperibili dal sito internet della Città Metropolitana etnea e che, per obbligo di legge, debbono essere pubblicati nella sezione "performance".

In totale in questi ultimi anni i dirigenti dell’ex provincia hanno ricevuto premi per 1,4 milioni di euro. Chiaramente si tratta di fondi previsti dalla legge e che fanno riferimento all’indennità di risultato per la dirigenza. Premi che vengono erogati in base a un sistema di valutazione e misurazione delle perfomance.

Queste risorse, canalizzate in un apposito fondo, vengono poi suddivise tra i vari dirigenti in base agli obiettivi dati e raggiunti. Le stime e la valutazione dei risultati dei dirigenti spettano all’Oiv (organismo indipendente di valutazione) che, sempre secondo la legge, è tenuto a garantire “la correttezza dei processi di misurazione e valutazione delle prestazioni” e “assicurare l’utilizzo dei premi incentivanti” secondo quanto previsto dal decreto legislativo 150/2009.

E qui iniziano le stranezze. Infatti è lo stesso Oiv, appena insediatosi con il nuovo sindaco metropolitano, che in un documento redatto e firmato dai suoi tre componenti, scrive che “gran parte degli obiettivi risultano riferibili assai più all’ordinaria amministrazione, che non a quel quadro strategico degli interventi che dovrebbe costituire il principale criterio per l’assegnazione di premialità”.

Quindi – secondo l’organismo di valutazione – gli obiettivi non sono così “difficili” da raggiungere e di conseguenza, anche in base a un lavoro ordinario, scatta per i dirigenti il maxi premio. Quest'ultimo sembra essere divenuto una abitudine e una integrazione del già cospicuo stipendio, piuttosto che un incentivo al raggiungimento di obiettivi "straordinari".

Ma c’è di più. Il fondo viene tarato in base al numero delle dirigenze previste nel 2010, che erano 29, mentre in servizio i dirigenti sono molti meno. Perché non si è adeguato questo numero?

Inoltre, come ha più volte denunciato il sindacato Usb con il suo consigliere nazionale Sergio Giambertone, il fondo dal 2010 è stato sempre assegnato per intero ai dirigenti, senza mai produrre economie. Quindi tutti i soldi previsti per il fondo ogni anno sono stati spesi per intero per premiare i dirigenti, senza mai avanzare un soldo.

Perché sono stati tutti bravissimi? No. Perché nonostante non tutti raggiungessero gli obiettivi assegnati ciò che restava del fondo veniva, a sua volta, suddiviso proporzionalmente tra tutti i dirigenti.

E così negli ultimi anni non è rimasto nemmeno un euro. Un trend in linea con il dato siciliano: lo scorso anno su 1.395 dirigenti in servizio sono stati riconosciuti 1.360 bonus.

L’Usb da tempo denuncia la vicenda dell'ex provincia, parlando anche di un danno erariale, e diversi sono stati gli esposti presentati alla Guardia di Finanza, al Mef, all’ispettorato della funzione pubblica e alla Corte dei Conti.

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