Medici indagati per aver coperto ubriachi con falsi certificati

L'indagine partita da Siracusa ha portato alla denuncia di cinque persone tra medici e automobilisti per il reato di falso ideologico collegato all'attestazione sulla salute psico-fisica allo scopo di ottenere la restituzione della patente sospesa per guida in stato di ebbrezza

C'è anche una struttura privata di Catania - di cui ancora non si conosce il nome - tra quelle coinvolte nell'operazione battezzata "Giuramento d'Ippocrate". L'indagine partita da Siracusa ha portato alla denuncia di cinque persone tra medici e automobilisti per il reato di falso ideologico collegato all'attestazione sulla salute psico-fisica allo scopo di ottenere la restituzione della patente sospesa per guida in stato di ebbrezza.

Il meccanismo prevedeva l'emissione di certificati da parte di camici bianchi compiacenti: uno antecedente la data della contestazione, l'altro successivo, rilasciati da uno specialista in psichiatria, su carta intestata del presidio ospedaliero di Avola. 

La documentazione presentava il paziente affetto da "disturbo ansioso depressivo reattivo con somatizzazioni viscerali in trattamento farmacologico" aggravatosi nell'ultimo periodo in seguito al ritiro della patente di guida che procurava "notevoli difficoltà relazionali nell'ambito lavorativo e personale".

Il tutto confermato dal medico specialista in medicina legale e delle assicurazioni, per il quale "le condizioni psico-fisiche del paziente erano senz'altro più critiche dopo l'episodio del ritiro di patente, a suo dire illegittimo", poichè l'utente assumeva da molto tempo farmaci antidepressivi che "interagiscono con i livelli alcolici nel sangue del paziente che rientrando in possesso della sua patente di guida avra' non indifferente miglioramento della sua salute".

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E venivano allegati ecografie ed ecodopler renali effettuati in una struttura privata di Catania, nonchè l'esito di una visita cardiologia all'ospedale di Siracusa. Avviate le indagini, il responsabile dell'Unità sanitaria del Servizio di Psichiatria ha escluso che gli automobilisti fossero stati ricoverati o sottoposti a prestazioni sanitarie. Escluso anche che i farmaci prescritti alterino i valori dell'alcolemia.

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