Medico aggredito al Vittorio Emanuele: Cappadonna torna libero

La prossima udienza del processo è stata fissata per il 10 ottobre. Il Tribunale, accogliendo la richiesta dell'avvocato Pietro Marino, ha anche disposto l'annullamento degli arresti domiciliari con permesso di lavoro per l'aggressore

Sarà processato col rito abbreviato condizionato all'esame della parte offesa e all'acquisizione integrale dei filmati dell'impianto di videosorveglianza Mauro Cappadonna, 47 anni, imputato per l'aggressione al medico del pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania che, il primo gennaio scorso, si era rifiutato di fornire le generalità di una donna che avrebbe avuto un incidente stradale, urtando l' auto dell'imputato, che e' accusato di lesioni aggravate.

Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Catania, Eliana Trapasso. Nel processo resta come parte civile soltanto l'azienda ospedaliera, rappresentata dall'avvocato Antonio Fiumefreddo, perché il Tribunale ha rigettato tutte le altre richieste, compresa quella del medico aggredito, ritenendole 'tardive'.

Il medico aggredito riportò un edema alla regione orbitale e a quella fronto-parietale. Nell'inchiesta avviata dalla Procura di Catania ci sono anche altre quattro persone indagate in stato di libertà.

La difesa dell' imputato, assistito dall'avvocato Pietro Marino, sostiene la tesi della provocazione da parte del medico che avrebbe dato una risposta "arrogante" e che sarebbe stato colpito con uno schiaffo.

La prossima udienza del processo è stata fissata per il 10 ottobre. Il Tribunale, accogliendo la richiesta dell'avvocato Pietro Marino, ha anche disposto l'annullamento degli arresti domiciliari con permesso di lavoro per Cappadonna, che è così tornato completamente libero.

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