Cronaca

Micron, parte la protesta: primi commenti dalla politica catanese

Catania Bene Comune commenta duramente il momento negativo che coinvolge lo stabilimento Micron. Il vicepresidente dell'Ars, Salvo Pogliese, chiede il coinvolgimento della Regione. Infine Maurizio Caserta sottolinea la mancanza di "passi in avanti nella vicenda"

Quattrocento lavoratori a casa, di cui 128 solo a Catania. E' quanto deciso dalla Micron durante l'incontro convocato al ministero dello Sviluppo economico, alla presenza delle organizzazioni sindacali e del coordinamento nazionale.

E' partito intanto lo sciopero da questa mattina e continuerà domani. Partecipano anche i colleghi di Stmicroeletronics, che hanno deciso di fare sentire la propria vicinanza a quelli che fino a tre anni fa erano colleghi della stessa azienda.

Arrivano i primi commenti da parte della politica etnea. E anche i primi attacchi nei confronti dell'amministrazione. Catania Bene Comune commenta così il momento negativo che coinvolge lo stabilimento Micron: "I licenziamenti in Micron non rappresentano solo l'ulteriore gravissimo colpo all'occupazione nella Sicilia orientale e il dramma per 128 famiglie in un periodo di terribile crisi economica, ma dimostrano la deindustrializzazione che sta subendo l'Etna Valley e annunciano ciò che nei prossimi anni può accadere a tutti gli stabilimenti della microelettronica catanese. L'Amministrazione comunale e il Governo regionale in questo contesto non possono più nascondersi dietro un dito"

Duro l'attacco del vicepresidente dell'Ars, Salvo Pogliese: “La Sicilia non può permettersi di assistere inerte al continuo depauperamento del suo tessuto economico ed occupazionale, a maggior ragione in occasione di vicende come quelle della Micron, la cui decisione di licenziare nel suo stabilimento catanese non appare in alcun modo fondata" Traspare dalle parole dell'onorevole un minimo di ottimismo: “Auspico che, nell’incontro di lunedì prossimo a Catania con i rappresentanti della Micron, la Regione siciliana faccia sentire forte e chiara la sua voce – conclude Pogliese - chiedendo l’immediata revoca dei licenziamenti nello stabilimento etneo.”

L'accusa sull'operato dell'attuale amministrazione arriva anche da parte del leader di Officine Siciliane, Maurizio Caserta: "Se già sei mesi fa questa amministrazione, invece di prospettare primavere ormai d'annata, avessero riconosciuto e affrontato seriamente tutte le implicazioni delle trasformazioni strutturali che la microelettronica sta affrontando in tutto il mondo, e dunque anche a Catania, forse oggi avremmo già fatto qualche passo avanti verso la soluzione del problema. Che non é ovviamente bloccare i licenziamenti, ma contribuire a gestire con intelligenza - invero una virtù rara -  il processo di rilocalizzazione del settore della microelettronica per ridurre al minimo i danni e le sofferenze delle famiglie.

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