Micron a rischio tagli, riunione al Ministero sugli esuberi: l'appello dei lavoratori

La Rsu della Micron ha inviato una lettera a Roma, all'Ars, al presidente Crocetta e al Sindaco Bianco, nella quale si sottolinea come i tagli siano incomprensibili dato che "l'azienda gode di ottima salute". La Uglm Micron, dal canto suo, ricostruisce la vertenza con un dossier, definendo l'operazione "scandalosa"

Oggi alle ore 15 si svolgerà al ministero dello Sviluppo Economico l'incontro fra l'azienda e le parti sociali, nel corso del quale sarà discussa la vertenza della Micron. Nella sede di Catania, i lavoratori sono circa 320. E, sempre oggi, si prevede la comunicazione da parte della Micron degli esuberi e dei relativi tagli. Si tratterebbe di 400/ 500 esuberi su 1100 lavoratori fra Catania, Agrate e Arzano.

La Rsu della Micron ha inviato una lettera a Roma, all'Ars, al presidente Crocetta e al Sindaco Bianco, nella quale si sottolinea come i tagli siano incomprensibili dato che "l'azienda gode di ottima salute". Nella missiva chiedono, inoltre, che " le istituzioni, la politica a tutti i livelli agiscano per scongiurare la perdita del nostro posto di lavoro e la cancellazione di un'eccellenza presente da anni in una zona della Sicilia ormai desertificata".

A rispondere il sindaco Bianco: "Saremo al loro fianco".

La Uglm Micron, dal canto suo, ricostruisce la vertenza con un dossier, definendo l'operazione "scandalosa" e denuncia con una nota quanto accaduto in questi anni.

"Nel 2000 la St Microelectronics insieme alle organizzazioni sindacali firma al Ministero dello Sviluppo Economico un protocollo d'intesa per la costruzione del modulo M6, impianto ad alto livello tecnologico, che deve rappresentare il rilancio, a livello europeo, di St Catania. A fronte di 500 milioni di euro la St si impegna a creare 1500 nuovi posti di lavoro. Al gruppo progettazione memorie, fiore all'occhiello della St, e a diversi professionisti inviati in giro per il mondo ad acquisire know-how, viene affidato l'avvio del nuovo gioiello produttivo".

"Dopo diversi rallentamenti (dovuti soprattutto ad una cattiva gestione da parte del management, ed all'incombente crisi del comparto dei semiconduttori) - continua la nota - nella realizzazione del modulo, le insistenti voci di una cessione del progetto M6, trovano fondamento nella realizzazione di una società, indipendente da St, in cui soltanto il 48% è la quota partecipativa di St, il 45% di Intel (comparto memorie, a sua volta ceduta perché in perdita). È il luglio 2007 quando viene firmata la cessione di ramo d'azienda del gruppo memorie di St presente in Italia: 552 dipendenti di Catania, 123 di Arzano, 43 di Palermo e 1024 di Agrate, il modulo M6 venduto per 450 milioni di euro alla nuova società costituita, passano da St, attraverso diverse operazioni, a Numonyx (aprile 2008). Tra le motivazioni la completa realizzazione di M6 con l'assunzione prevista da protocollo d'intesa di 650 unità (inizialmente erano 1500).Non si capisce come una multinazionale forte come St avesse trovato difficoltà a far partire M6, mentre una neonata società formata da due gruppi di aziende diverse, cedute perché in perdita da anni, potesse far decollare la produzione in M6. Ovviamente, dopo soltanto un mese dalla nascita di Numonyx, i vertici aziendali della società, al Ministero dello sviluppo economico, dichiarano che lo stabilimento M6 non rientra più nei piani dell'azienda, rifiutando di fatto il finanziamento previsto per il completamento del modulo di 463 milioni di euro.

A distanza di un anno (marzo 2009) l'azienda, invitata dalle OOSS al Mise per presentare i piani industriali, dichiara di dover ricorrere alla Cassa integrazione per la totalità dei lavoratori Numonyx. Nel frattempo il personale di Palermo + 71 dipendenti di Catania (addetti alla produzione) rientrano in St attraverso un altra cessione di ramo. I dipendenti a Catania diventano 401.

Il 10 febbraio del 2010 la Numonyx viene acquisita da Micron Technology attraverso la cessione dei pacchetti azionari proprietà di St (che di fatto dismette totalmente) e da altri partners. Negli stessi mesi St forma, insieme a Sharp e ad Enel, una fabbrica destinata a produrre pannelli fotovoltaici, la 3Sun, a cui viene venduto da Numonyx il modulo M6 per 70 MLN di euro (ricordate..nel 2007 NUmonyx acquistava a 450 MLN) ed eredita il CdP previsto, per St questo ed altro.

Micron nel gennaio 2013 conta in Italia 3287 dipendenti, che attraverso la cessione del Fab di Avezzano, di parte di dipendenti Agratesi che ritornano in St, diventano a dicembre del 2013, 1075 (324 a Catania).

Nel 2013 Micron acquista un' altra grossa azienda del mercato memorie, Elpida, che la proietta ai vertici delle classifiche mondiali per profitto (semiconduttori) dal decimo al quarto posto e segna, dopo trimestri di perdite, un guadagno record che viene premiato dal mercato con un aumento della singola azione del 120%.

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A seguito dell'acquisizione di Elpida, la società decide di razionalizzare il personale dando l'annuncio di un taglio del 5% di tutto il personale a livello mondiale, malgrado non sussista nessuna motivazione economica. Dall'annuncio si spostano diverse attività dall'Italia ad altre parti del mondo, e viene fissato, dopo vari incontri istituzionali, un incontro al Mise, per annunciare l'impatto in Italia della razionalizzazione decisa. Insistenti voci parlano di dimezzamento del personale italiano che verrà portato a circa 600 dipendenti (3287 nel gennaio 2013) dichiarando nei fatti la delocalizzazione dall'Italia.Tra qualche ora avremo l'ulteriore e scandalosa azione atta a fare profitto attraverso una vera e propria tragedia sociale".

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