Micron, fumata nera al Ministero: 500 licenziamenti in tutta Italia

A Catania andranno a casa 128 su 324. La Micron che aveva già ridimensionato la propria forza lavoro da circa 3200 a 1100 unità nell'anno appena trascorso, ha annunciato di voler procedere con il licenziamento di ulteriori 500 persone in Italia.

"La Micron che aveva già ridimensionato la propria forza lavoro da circa 3200 a 1100 unità nell’anno appena trascorso, ha annunciato di voler procedere con il licenziamento di ulteriori 500 persone in Italia che rappresentano un altro taglio del 50% circa di personale, distribuito nel seguente modo: 128 su 324 dipendenti a Catania, 223 su 507 ad Agrate, 53 su a 131 a Napoli , 17 su 92 ad Avezzano". E' quanto emerge, secondo le dichiarazioni del Segretario nazionale dell’UGL Metalmeccanici  Luca Vecchio, dall'incontro di questo pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico tra i vertici della STM e le parti sociali.

"Da oltre quattro anni lanciamo grida di allarme sulla temuta delocalizzazione di Micron dal nostro paese – e nonostante gli ultimi avvenimenti, ricordiamo la cessione dello stabilimento di Avezzano, lo stop produttivo ad Agrate e lo spostamento di alcune attività del design center di Catania negli Stati Uniti. A nulla sono servite le richieste d’intervento alle istituzioni, in particolare – critica l’UGL Metalmeccanici - quelle rivolte alla Regione siciliana. La multinazionale americana, tutt’altro che in crisi, ha acquisito nel 2010 le risorse e i brevetti dei lavoratori italiani provenienti da Numonyx e adesso intende scaricarli senza un valido motivo".

Micron, infatti, occuperebbe secondo IHS Inc, il quarto posto nella classifica mondiale delle aziende di semiconduttori dopo Intel, Samsung e Qualcomm. "Pertanto, conclude Vecchio -non possiamo rassegnarci all’idea - conclude Vecchio- che la società statunitense possa lasciare il nostro paese senza scrupoli, abbandonando nella disperazione centinaia di famiglie".

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