Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Università, la facoltà di Scienze Politiche avvia un progetto sui migranti in agricoltura

L’iniziativa ha lo scopo di promuovere l’emersione delle condizioni irregolari di lavoro di cui sono vittime reali o potenziali i lavoratori stranieri

Il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania sarà uno dei partner istituzionali del progetto "F.O.R.M.A - Formazione Opportunità e Risorse per Migranti in Agricoltura” finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell'Interno 2014-2020 che sostiene progetti per la Prevenzione e il Contrasto dello Sfruttamento Lavorativo in Agricoltura. L’iniziativa, che vede come capofila il Consorzio di Cooperative Sociali Kairos ed è coordinata in sede locale dal professor Maurizio Avola con la collaborazione del prof Carlo Colloca e del dottor Davide Arcidiacono, ha lo scopo di promuovere l’emersione delle condizioni irregolari di lavoro di cui sono vittime reali o potenziali i lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio, impiegati nel lavoro agricolo, e di costruire le condizioni per la regolarizzazione e la continuità dei rapporti per i migranti che lavorano in questo settore.

“Ancora una volta – spiegano i docenti, illustrando gli obiettivi specifici dell’iniziativa – il Dsps etneo si conferma come un soggetto di riferimento nella ricerca finalizzata all’azione nel campo delle politiche migratorie, di accoglienza e inclusione”. Attraverso quattro macro azioni sviluppate nel corso di 20 mesi, verranno pertanto esercitate attività di informazione rivolte ai lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, con particolare attenzione ai rischi soggettivi e oggettivi della loro condizione, di sensibilizzazione e responsabilizzazione dei datori di lavoro, anche in merito ai contesti di accoglienza. Inoltre saranno sperimentati modelli di intervento che favoriscano l’emersione delle situazioni irregolari, la stabilizzazione dei lavoratori migranti e il miglioramento delle loro condizioni reddituali, abitative e relazionali nei contesti di accoglienza. Il tutto con il coinvolgimento delle comunità migranti e delle comunità locali, per giungere a percorsi di accompagnamento finalizzati all’uscita dalle condizioni di sfruttamento, irregolarità e vulnerabilità.

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