Migranti, “Rompiamo il silenzio sull’Africa”: l’appello di padre Zanotelli

Cooperativa Prospettiva rilancia alla stampa catanese le parole del missionario e giornalista italiano che conosce molto bene l’Africa

Si è rivolto a tutti i giornalisti italiani padre Alex Zanotelli, missionario italiano della comunità dei Comboniani e profondo conoscitore dell’Africa che ha lanciato una vera e propria richiesta d’aiuto per diffondere la verità sulla situazione vissuta dalle popolazioni africane. A rilanciare l’appello alla stampa catanese chiedendone la massima diffusione è Cooperativa Prospettiva, che da 30 anni lavora sul territorio, dando accoglienza e sostegno anche ai migranti minori non accompagnati che da tempo ormai arrivano in città.

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“Non vi chiedo atti eroici, - scrive padre Zanotelli - ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo. Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello a voi giornalisti - afferma padre Zanotelli - perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan, ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga. È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni. È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa. È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai".

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