Assistenza ai migranti complicata e condizioni difficili per le forze dell’ordine

Lo afferma il parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, in riferimento alla denuncia del segretario provinciale del sindacato delle forze di polizia SIAP, Tommaso Vendemmia

foto archivio

“L’emergenza sbarchi si fa sempre più pesante e nella città di Catania le difficoltà sono evidenti, con disagi sia per i profughi che per le forze di polizia che operano durante le fasi di accoglienza e smistamento delle persone nei diversi centri di accoglienza. Per questo la scelta, ventilata negli ultimi giorni, di realizzare un hot spot all’interno del Cara di Mineo appare del tutto illogica”. Lo afferma il parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, in riferimento alla denuncia del segretario provinciale del sindacato delle forze di polizia SIAP, Tommaso Vendemmia, riguardante le difficili condizioni in cui i poliziotti etnei operano. Sulla vicenda Berretta ha informato il Ministero dell’Interno con un’interrogazione parlamentare, chiedendo soprattutto un parere sulla proposta della Prefettura di Catania di realizzare un hot spot all’interno del Cara di Mineo.

“Nell’ultimo periodo si registrano evidenti difficoltà che riguardano in particolare l'identificazione e lo smistamento dei profughi nei diversi centri di accoglienza – scrive Berretta nell’atto parlamentare – solo l'ultimo sbarco ha portato nel Porto di Catania 4000 persone. In molte città portuali come Taranto e Augusta sono stati realizzati degli hot spot per provvedere a queste operazioni, mentre dalla Prefettura di Catania è giunta la proposta di realizzare questa struttura al Cara di Mineo”.

“Una scelta illogica – scrive ancora il deputato etneo – sia per la distanza dal Porto di Catania, circa 60 chilometri, quando invece sarebbe più efficiente ed efficace realizzare un hot spot nelle più immediate vicinanze del Porto e non nell'entroterra”.

“Da non sottovalutare inoltre il fatto che il Cara di Mineo già oggi, senza un ulteriore carico di compiti, presenta numerose e gravi criticità e non assicura adeguati standard di accoglienza dei migranti, per non dire delle numerose e gravi inchieste che coinvolgono amministratori del Cara e amministratori delle cooperative coinvolte nella gestione” sottolinea ancora Berretta. Da qui la richiesta al Ministero dell’Interno, circa un parere sulla proposta avanzata dalla Prefettura e chiedendo “di verificare la possibilità di realizzare l'hot spot nelle vicinanze del Porto di Catania così da favorire e migliorare le condizioni, già di per sé difficilissime, in cui operano le nostre forze dell'ordine e facilitare le attività di identificazione e smistamento dei migranti”.

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