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Ex lavoratori del Cara di Mineo scrivono a Lamorgese: "Riaprire il Cara per quarantena dei migranti"

A loro avviso "al Governo italiano costa di più noleggiare le navi che rilocare la struttura di contrada Cucinella"

Gli ex lavoratori del Cara di Mineo, chiuso per volere dell'ex Ministro dell' Interno Matteo Salvini, hanno scritto una lettera indirizzata all'attuale reggente, Luciana Lamorgese, chiedendo la riapertura del centro per migranti come alternativa alle navi individuate per la quarantena.

“Di fronte ad una nuova emergenza umanitaria si cercano soluzioni, spesso anche assai improbabili, quando invece la soluzione è già pronta. Per accogliere i migranti esiste già il Cara di Mineo: basta solo riattivarlo. Ed oltre alla struttura c’è un patrimonio immateriale fatto di professionalità e competenze, espresso da centinaia di ex dipendenti, operatori sociali e professionisti dell’accoglienza. Al Governo italiano costa di più noleggiare le navi che rilocare la struttura di contrada Cucinella. Riaprire il Cara di Mineo farebbe risparmiare lo Stato e poi restituirebbe un’occupazione a diverse centinaia di lavoratori, come coloro che scrivono, espulsi dal mercato del lavoro non perché inutili, ma solo perché alla politica serviva presentare uno scalpo. Si è costruito consenso mediatico togliendo il lavoro alle persone. Oggi, con un adeguato dispiegamento delle forze dell’ordine e dell’Esercito, si può organizzare l’accoglienza dei migranti in quarantena presso il Cara di Mineo, garantendo sicurezza sia ai lavoratori che a tutti i cittadini”.

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