Minacce e violenze al padre per soldi: "Ti fracasso la testa", in manette 39enne

Dal 2015 a oggi i due anziani genitori hanno subito ogni genere di soprusi

La procura della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di B.S., di anni 39, indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, commessi in danno del padre, di anni 69, ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare in carcere eseguita dai carabinieri di Acireale.

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno evidenziato come la parte offesa abbia dovuto convivere dal 2015 ad oggi con soprusi di ogni genere scanditi giornalmente dal carattere violento e prevaricatore del proprio figlio. In un contesto familiare già complicato per le patologie sofferte dalla moglie, donna di 73 anni affetta da un “declino cognitivo in soggetto già con disturbo depressivo maggiore”, dove il marito era l’unico a prendersi cura del coniuge, si è dovuto sommare, a causa della perdita del lavoro e di problemi coniugali, il ritorno in casa del figlio. Persona dal carattere estremamente irascibile che non perdeva occasione per prendersela col padre, il più delle volte accampando pretesti alquanto banali, fino ad aggredirlo con calci e pugni. Circostanze che costrinsero l’uomo a presentare una prima querela contro il figlio, successivamente rimessa per volere della moglie. Gesto amorevole non compreso dal figlio che, imperterrito, perseverava nella sua azione vessatoria esplicata attraverso una vera e propria escalation di raccapriccianti violenze fisiche e verbali, che citate sveleranno la via crucis subita dal povero cristo. L'uomo minacciava il padre con frasi del tipo: “se non è oggi, prima o poi ti ammazzo! Stai attento! Hai le ore e i minuti contati!”, espresse mentre con un soprammobile colpiva la testata del letto dove il padre stava riposando, colpendolo più volte con calci e pugni per costringere la madre a consegnargli il libretto della pensione; e ancora minacciandolo di morte brandendo un’accetta “ti fracasso la testa! Inutile che vai dai carabinieri, non vedi che nessuno ti ascolta e ti dà aiuto? Nessuno ti può salvare”; o per costringerlo a prestargli la macchina lo minacciava proferendo le testuali frasi “se non me la dai, dò fuoco a te e alla macchina e lo sai che lo faccio!”.

La parte offesa, solo per riportare gli ultimi due episodi di violenza subiti negli scorsi mesi di marzo e aprile, è stata costretta a ricorrere alla cure dei medici dell’ospedale di Acireale che ne hanno refertato un “trauma massiccio facciale con escoriazione naso, trauma braccio sinistro e spalla destra, trauma ginocchio sinistro” guaribili in 10 giorni; “ecchimosi sovrascapolare sinistra” guaribile in 7 giorni. Eventi che, malgrado lo stato di estrema frustrazione, gli hanno comunque dato la forza ed il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri, consentendo così agli investigatori di raffigurare un quadro probatorio a carico dell’indagato che non ha lasciato alcun dubbio al giudice il quale, concordando in toto con la richiesta del magistrato titolare dell’indagine, ha emesso la misura restrittiva. L’uomo è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza.

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