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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Nesima

Chiede 500 euro per aver restituito una Play Station rubata: "Sono un membro dei Carcagnusi"

Un 31enne ha aggredito fisicamente una coppia di fidanzati chiedendo loro ripetutamente dei soldi e minacciando di morte i genitori del suo vicino di casa

I carabinieri di Nesima hanno eseguito la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal gip del Tribunale etneo, nei confronti di un 31enne catanese indagato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e lesioni personali aggravate. L’attività d’indagine ha consentito alla Procura di fare luce sulle condotte dell'indagato che in più circostanze, con violenza e minaccia, avrebbe preteso denaro da un coetaneo catanese. Vittima ed aguzzino, già occasionalmente vicini di casa pur senza stringere nessun amichevole rapporto, si sarebbero fortuitamente incontrati circa tre anni fa quando il malcapitato, dopo aver riconosciuto in vendita sul web due circa consolle Playstation oggetto di furto nella propria abitazione poco tempo prima, fingendosi interessato all’acquisto aveva concordato un appuntamento con il venditore. In quella circostanza la vittima avrebbe così scoperto l’identità del 31enne arrivando ad un accordo:non lo avrebbe denunciato in cambio dell’immediata restituzione della refurtiva, anche se il presunto ladro si dichiarava estraneo al furto.

Ma il 31enne deve averci ripensato ed i primi giorni del mese di marzo scorso, a distanza di tre anni, avrebbe raggiunto la vittima sotto casa mentre si trovava in compagnia della fidanzata e da questa avrebbe preteso la somma di 400 euro mensili per il sol fatto che, allora, gli aveva restituito le consolle. Davanti ad una risposta negativa da parte del 31enne, che tra l’altro precisava di averlo favorito astenendosi dal denunciarlo, il 31enne (pugile per sport) avrebbe dapprima colpito l’uomo con pugni e calci con una tale violenza da farlo cadere a terra procurandogli la frattura del naso e di una costola.

Quindi avrebbe picchiato anche la donna che, terrorizzata, stava tentando di avvisare i carabinieri prima di essere presa e sbattuta sul muro dall’esagitato, provocandosi un trauma cranico. La coppia di fidanzati non ha tentato di opporsi alla violenza del 31enne perché fisicamente più deboli. Ma, soprattutto, perché avevano entrambi scorto nella cintola di quest’ultimo una pistola e perchè l'assalitore avrebbe detto loro: "Sai a chi appartengo io? Ai Carcagnusi! Non sai cosa sono capace di fare". A distanza di una settimana dall’accaduto il 31enne inoltre, recatosi presso l’abitazione dei genitori della vittima e dopo averli minacciati di morte, avrebbe aumentato la richiesta estorsiva da 400 a 500 euro. A questo punto i protagonisti di questa triste vicenda si sono decisi a rivolgesi ai carabinieri per porre fine ai soprusi ed alle intimidazioni del loro aguzzino.

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