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Mineo: la Cancellieri visita il Cara, ma rischia la chiusura

Dopo la breve visita di domenica scorsa, torna a Mineo il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Sindaci del calatino, responsabili e operatori della struttura sperano di strappare all' ex prefetto di Catania una promessa economica per il futuro del Cara

Il Cara di Mineo, uno dei centri di accoglienza più grandi della Sicilia rischia di chiudere i battenti per ragioni economiche. Se fino ad un anno fa i migranti provenienti da Lampedusa rappresentavano un timore per i paesi del calatino adesso, grazie alla struttura del Cara, sono diventati un’importante risorsa economica del territorio e la possibile chiusura del centro mette a rischio i posti di lavoro delle ditte che hanno avuto gli incarichi per la gestione e i servizi del centro.

Dopo la brevissima visita di domenica scorsa, domani torna a Mineo il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. Sindaci del calatino, rappresentanti delle varie etnie, responsabili e operatori della struttura sperano di strappare all’ ex prefetto di Catania una promessa economica per il futuro del Cara, anche se domenica la Cancellieri aveva fatto capire di non chiedete soldi al Governo né per il Cara, né per i Comuni.

La questione si fa sempre più nera, al momento il Cara ha i fondi necessari per rimanere aperto sino al 31 dicembre del 2012 dopo questa data è incerto il futuro lavorativo di diversi cittadini del territorio calatino, un problema da non sottovalutare considerando anche che con la crisi degli ultimi anni, con agricoltura e artigianato, i punti forti del tessuto produttivo del Calatino, praticamente in ginocchio, non è sbagliato considerare il Cara una piccola ricchezza per il territorio.

“Diverse aziende di Caltagirone forniscono un degno servizio al Cara,  la chiusura  del centro avrà un enorme impatto negativo per il territorio del calatinodichiara il sindaco di Caltagirone in merito alla possibile chiusura del Carainoltre questi 1800 migranti non possono da un giorno all’altro sparire, da qualche parte devono pur vivere e il Cara è uno dei villaggi più belli del territorio, un vanto per l’Italia. Dobbiamo battere i pugni e chiedere sostegno economico alla Comunità Europea perché non può abbandonarci, è obbligata in questo momento di difficoltà a sostenere le iniziative umanitarie”.

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