Missione in Tunisia per la deputata Cinque Stelle Simona Suriano

La visita alle realtà imprenditoriali italiane attive nel settore siderurgico, medico e nella costruzioni navali

La deputata del Movimento Cinque Stelle Simona Suriano, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari, si è recata in missione istituzionale in Tunisia – con la deputata pentastellata Yana Ehm - per visitare diverse realtà produttive italiane e per incontrare il corpo diplomatico nazionale. La missione iniziata a Tunisi con l’incontro con l’ambasciatore Lorenzo Fanara e con il capo di segreteria dell’ambasciata Angela Zanca - ha permesso alla deputata di conoscere una composita realtà di investimenti italiani nel paese magrebino che si avvia, dopo anni di instabilità, verso un percorso pienamente democratico.

“Ho avuto modo di conoscere grazie all’ambasciatore diverse realtà italiane straordinarie – ha spiegato Suriano – e l’incontro con il direttore dell’ufficio regionale della Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo si è rivelato molto utile per comprendere le dinamiche future di questo Paese. Un Paese che somiglia moltissimo alla Sicilia e che ha un tessuto composto da svariate aziende italiane sane e in crescita. Tra le tante visitate vi sono imprese attive nel settore siderurgico, nel settore medico e nella costruzioni navali. Basti pensare che vi sono oltre 800 imprese italiane che puntano moltissimo sulla qualità produttiva. L’Italia è una delle nazioni che esporta di più in Tunisia e per questa ragione è importante, per la nostra economia, coltivare i legami tra i due paesi. Ho ricevuto grandi attestati di stima per l’attenzione del Governo nei loro confronti. Vi sono imprese italiane interamente al femminile e un’azienda ha assunto oltre 500 donne tunisine. A tal proposito ho incontrato anche la sindaca di Tunisi e abbiamo concordato sul ruolo importante delle donne in politica”.

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“L’effervescenza imprenditoriale – prosegue la deputata Simona Suriano - sta facendo crescere un territorio che esce da anni di crisi e instabilità. Una instabilità comune nel bacino del Nord Africa che ha acuito guerre interne e migrazioni, con le drammatiche conseguenze che in Sicilia ben conosciamo. Il Mediterraneo non può continuare ad essere un immenso cimitero e il contributo degli imprenditori italiani in queste zone può far germogliare la speranza, specie nelle giovani generazioni, di poter rimanere qui a vivere. L’unico modo per affrancarsi è il lavoro e il Governo, con novità importanti come il salario minimo, quota cento e una defiscalizzazione, sta dimostrando di sostenere e aiutare I lavoratori e chi fa impresa”. “Anche in Africa, dopo secoli di sfruttamento colonianista da parte dell’Europa – sottolinea la deputata pentastellata - occorre cambiare registro: non sono terre di conquista da violare e abbandonare. Sono territori che possono crescere facendo impresa. Ci siamo confrontati anche con I responsabili del comparto agricolo in merito all’annosa questione dell’export tunisino. Una misura europea, fatta da quella stessa Europa che vogliamo cambiare e stravolgere il prossimo maggio, che ha mortificato i nostri produttori. Abbiamo concordato con i responsabili locali sulla necessità di una intensificazione dei processi di controllo, qualità ed etichettatura dell'olio tunisino proprio per evitare quella concorrenza “sleale” che sta uccidendo il settore italiano. Sono certa che la Tunisia, grazie a un percorso mirato che ha già intrapreso, potrà essere esempio di democrazia e produttività per tutto il bacino magrebino”.

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