Misterbianco, maestre d'asilo senza stipendio da mesi

“Il Comune di Catania non si è neppure presentato ed oggi, a distanza di mesi, con impegni presi da parte degli uffici catanesi sulla rendicontazione, non è stato pagato nulla" spiega il consigliere comunale Marco Corsaro

Da mesi le maestre degli asili nido e spazio gioco di Misterbianco e Catania non ricevono gli stipendi, nonostante le numerose proteste. Sull’infinita querelle rinterviene il gruppo politico “Guardiamo avanti”, guidato dal leader dell’opposizione misterbianchese Marco Corsaro. ”I sindaci Nino Di Guardo ed Enzo Bianco ci lasciano sconcertati - scrive Corsaro - perché è incredibile come purtroppo siamo ancora costretti a parlare di gente lasciata senza stipendio e senza dignità. Gli stipendi delle maestre dell’asilo nido - in forza a una cooperativa che si sorregge con i fondi del Distretto socio-sanitario di Catania, Misterbianco e Motta - non sono ancora stati pagati. Intollerabile ed ingiustificabile, dopo oltre un anni di battaglia, così come inqualificabile è l’impegno di facciata di assessori, sindaco Di Guardo e maggioranza”.

“Il Comune di Catania non si è neppure presentato ed oggi, a distanza di mesi, con impegni presi da parte degli uffici catanesi sulla rendicontazione, non è stato pagato nulla - spiega Corsaro, consigliere comunale - L’atteggiamento dell’amministrazione di Catania è deplorevole, con in testa l’assessore ai Servizi sociali Fortunato Parisi ed il sindaco Enzo Bianco”.

“Ci risulta - prosegue Corsaro - che sia stato preannunciato uno sciopero da parte degli operatori che versano in uno stato di difficoltà oggettiva. Anche noi del gruppo politico Guardiamo Avanti siamo pronti a manifestare davanti agli uffici del comune capofila. Se dopo il 17 novembre - pare che ci sarà una riunione tra soggetti coinvolti - non arriverà l’impegno finanziario con tempi precisi e ristretti, saremo noi ad inviare le carte agli enti di competenza per il controllo su uffici comunali e cooperative che gestiscono il servizio”.

“Basta con le parole - conclude Corsaro - di amministratori che prendono in giro la gente non ne possiamo più”.

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