Monastero dei Benedettini, da Università a location per matrimoni

Si studia e ci si sposa pure. Una circolare del 6 giugno 2012 ha per oggetto proprio l' "uso di spazi e locali, procedure e costi", approvata dal Consiglio di Amministrazione e destinata a disciplinare la procedura della concessione degli spazi

Unica ed esclusiva  è la cornice del Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche che, a quanto pare, viene scelta non solo per sostenere gli esami, ma anche per sposarsi.

Così sui social network viene lanciata la notizia dagli stessi studenti che si sono trovati, lo scorso venerdì, un intero cortile addobbato a “festa”. E se per gli amanti dei bei matrimoni, la notizia è stata accolta con entusiasmo e stupore, a tanti altri il boccone non è andato giù.

“E’ già il secondo matrimonio a cui assisto - scrive una studentessa su FB  - e poi non hanno nemmeno i soldi per sistemare i bagni o comprare due tocchi in più per le lauree”.

E ancora, c’è chi ironizza sull’ aula nella quale possa svolgersi il pranzo nuziale, chi è certo che “i parcheggiatori ringrazieranno”, e chi infine commenta con un “che tristezza”. E’ subito caccia all’organizzatore, alla “procedura” del caso (norme che ne  concedano l’utilizzo per questi fini) e soprattutto, agli originalissimi sposi.

In realtà, vi è una circolare del 6 giugno 2012 che ha per oggetto proprio l’ “uso spazi e locali, procedure e costi”, approvata dal Consiglio di Amministrazione, e destinata a disciplinare la procedura della concessione degli spazi e dei locali dell’Ateneo, nonché del tariffario per le suddette concessioni.

SPOSARSI ALL’ UNIVERSITA’, FUNZIONA COSI’:

Per ottenere l’autorizzazione all’utilizzo dei locali/o spazi universitari, i soggetti  interessati devono presentare richiesta formale al direttore amministrativo (segrad@unict.it), utilizzando l’apposito modello disponibile sul sito web dell’ateneo. La richiesta deve essere presentata almeno due mesi prima dalla data prevista per lo svolgimento dell’evento e la concessione avviene, dopo il nulla osta dei responsabili e dirigenti dell’università (rispettivamente della struttura didattica, dell’area didattica e dell’area della prevenzione e della sicurezza). Nel caso in cui la concessione sia richiesta da “soggetti esterni all’Ateneo (soggetti pubblici e privati, individuali e collettivi)” -il caso dei novelli sposi- “ovvero da personale universitario per iniziative non direttamente rientranti tra le attività istituzionali dell’Ateneo, la concessione potrà essere rilasciata, subordinatamente alla stipula di un contratto (…) e di contestuale versamento, da parte del soggetto richiedente, delle somme dovute a titolo di contributo per i servizi messi a disposizione dall’Ateneo (apertura e chiusura degli spazi, pulizia, consumo energia elettrica, spese di riscaldamento o raffreddamento, etc)” si legge nella circolare. Se la concessione è richiesta da soggetti interni all’Ateneo, invece, verrà richiesto al concessionario un contributo, qualora siano previsti costi aggiuntivi, in caso contrario avverrà “a costo zero”.  L’intera procedura è curata dall’area dei rapporti istituzionali e con il territorio.

MA, QUANTO COSTA?
Il prezzo varia in base al luogo che si sceglie (auditorium, aula magna, cortili e giardini, etc), alla fascia oraria e giorni feriali o festivi (mezza giornata oppure orario serale), ed al soggetto richiedente (interno o esterno all’Ateneo).
Per capirci meglio, i più “cari” sono il Chiostro di Levante (al Monastero dei Benedettini) e l’Orto Botanico: da 600 euro, se lo si affitta per mezza giornata dei giorni feriali, a ben 2.000 euro nell’orario serale. I cortili ed i giardini sono l’alternativa “light”, perché sono quelli per i quali viene richiesta la cifra di 300 euro (mezza giornata/giorni feriali) e 800 euro (orario serale).
Le cose cambiano per gli “interni”: per il Chiostro di Levante ed Orto Botanico, nell’orario serale, la cifra richiesta è la metà (1.000 euro).
Il versamento avverrà in favore dell’Università, attraverso bonifico bancario, con l’indicazione di specifica causale. “Le parti concordano che tale contributo è omnicomprensivo, includendo tutti i servizi messi a disposizione dell’Università ed ogni altro onere derivante dall’utilizzo dello spazio (o locale)” (per chi si chiederà dove andranno a finire i soldi).


Chissà che per le prossime puntate di “Wedding Planner” (su Real Time), Enzo Miccio non decida di farci un pensierino.

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