Stroncato da un infarto il comandante dei carabinieri di Caorso: era di Caltagirone

Aveva 53 anni, era sposato e aveva quattro figli. Nella notte di giovedì 5 marzo si è sentito male in casa

E' morto nella notte, stroncato da un infarto, il comandante della Stazione carabinieri di Caorso, Giuseppe Marcinnò. Aveva 53 anni, era sposato e aveva quattro figli. Nella notte di giovedì 5 marzo si è sentito male in casa, al secondo piano della caserma di via Marchesi e i familiari hanno chiamato il 118 ma i sanitari, dopo disperati tentativi di rianimarlo, si sono visti costretti a constatarne il decesso. Il paese della Bassa Piacentina ora è sotto choc, come riporta PiacenzaToday.

C’è chi ha perso "un collega ma soprattutto un amico", dice il comandate della polizia Locale dell’Unione, Massimo Misseri, che ricorda Marcinnò come una persona "disponibile, collaborativa e sempre pronta al confronto. È una grossa perdita". Originario di Caltagirone, il comandante dei carabinieri era stato trasferito a Caorso tre anni fa con la moglie e i suoi quattro figli che frequentavano le scuole del comune.

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"Si erano inseriti subito nella vita della nostra comunità e oggi sono benvoluti da tutti", dice la sindaca Roberta Battaglia che a nome dell’Amministrazione esprime "vicinanza alla famiglia di Marcinnò e all’Arma per la disponibilità che ha sempre dimostrato nei confronti del territorio". Tra le indagini che aveva seguito nell'ultimo periodo quella che ha portato alla luce un’associazione per delinquere finalizzata soprattutto a furti e truffe e che vede tra le tante persone coinvolte numerosi appartenenti all’etnia sinti che risiedono nei campi nomadi di Caorso e Torre della Razza. Il blitz dell’Arma scattò il 15 marzo di quest’anno. Dopo lunghe indagini, i carabinieri del Nucleo investigativo e dei colleghi di alcune stazioni avevano scoperto che un gruppo di sinti (imparentati tra loro) ma anche non di etnia nomade, sia maschi sia femmine dai 25 e 49 anni, agivano tutti con un preciso ruolo e con specifiche competenze. Un sodalizio criminale con a capo una figura carismatica, il 52enne Rocco Bramante, che, secondo gli inquirenti, aveva a disposizione una squadra ben rodata e altrettanti canali di ricettatori che per anni hanno compiuto raid sul territorio.

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