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Il termovalorizzatore è un'immagine di repertorio

Il termovalorizzatore è un'immagine di repertorio

Motta Sant'Anastasia, i cittadini chiedono referendum sul termovalorizzatore

La società svizzera ha presentato il progetto di 580 milioni di euro: si occuperebbe di "commercio di animali domestici, accessori per animali domestici e mangimi", almeno a quanto si legge dalle informazioni ufficiali

Nelle ultime settimane si è concretizzata sempre di più l'ipotesi di un inceneritore nel territorio di Motta Sant'Anastasia, specie dopo la delibera 83 del 19 dicembre 2016 nella quale il sindaco Carrà e la sua giunta prendono atto del progetto presentato da una società svizzera Nexxus Energy AG.

Il progetto prevede la realizzazione di un "Centro Tecnologico Innovativo" così viene definito nella delibera di giunta. In sostanza si tratterebbe di un complesso industriale per la produzione di energia elettrica, produzione di biogas, il recupero e la trasformazione di rifiuti urbani e rifiuti solidi non pericolosi, in pratica un termovalorizzatore. 

Il progetto è di 580 milioni di euro in una zona agricola di 66 ettari. La società svizzera si occupa di "commercio di animali domestici, accessori per animali domestici e mangimi", almeno a quanto si legge dalle informazioni ufficiali

"La Nexxus - fa notare Danilo Festa, consigliere comunale di Motta Sant'Anastasia - ha un consiglio d’amministrazione con un unico membro, lo stesso Richard Martin citato nella delibera di giunta. Abbiamo certcato l’indirizzo della società su google maps: c/o Dr. Rudolf Mosimann, Baarerstrasse 78, 6300 Zug. Un ufficio che sembra abbandonato e che comunque non pare rappresentare un colosso imprenditoriale in grado di realizzare un impianto da 580 milioni di euro". 

Ad insorgere sono i comitati No Discarica, che chiedono da diverse settimane la posizione ufficiale del Comune, che in questa fase sta solo vagliando il progetto. Danilo Festa lancia la proposta di una consultazione cittadina: "Abbiamo pensato che fosse opportuno ridare voce ai cittadini attraverso lo strumento di consultazione popolare per eccellenza, il referendum; convinti che moltissimi elettori di Carrà non abbiano mai votato un sindaco per poi consegnargli la carta bianca dello scempio territoriale. È giusto realizzare un mega inceneritore da 700mila tonnellate di rifiuti l’anno? Cosa ne pensano le mamme? Cosa ne pensano i ragazzi? Cosa ne pensano gli anziani? Cosa ne pensano gli imprenditori e gli agricoltori?". Giorno 31 gennaio alle 19 durante la seduta consiliare si discuterà di questa mozione firmata da diversi consiglieri.

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