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Movida, 6 titolari di locali diffidati dal questore

La polizia amministrativa sta proseguendo una capillare azione di controllo, specie nei riguardi di locali segnalati per aver provocato disturbi della quiete pubblica o inquinamento acustico

Continuano serrati controlli a tutti quegli esercizi commerciali del centro storico cittadino che sono nella zona della cosidetta “movida” e che spesso sono teatro di plurimi episodi di comportamenti che oltre a creare disturbo possono anche mettere  in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica.


Come noto, per questi motivi, il Questore, in un passato recentissimo, in alcuni casi ha attuato dei provvedimenti cautelari di sospensione dell’esercizio, attraverso l’adozione di provvedimenti ex art.100 del TULPS. Questo provvedimento, il quale dispone la sospensione della licenza può intervenire in caso di tumulti o gravi disordini, oppure qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pericolose o, comunque , se si attuino comportamenti che  costituiscano un pericolo per l’ordine pubblico.


In altre occasioni i controlli della polizia hanno portato ad infliggere sanzioni anche gravi ai titolari di esercizi pubblici che non rispettavano la prevista normativa, come ad esempio l’occupazione del suolo pubblico senza autorizzazione o altri limiti impost dalla legge (come alcuni locali di via Landolina).


Anche sulla base di indicazioni pervenute da esposti o segnalazioni di cittadini, la Polizia Amministrativa sta proseguendo una capillare azione di controllo, specie nei riguardi di locali segnalati per aver provocato disturbi della quiete pubblica o inquinamento acustico. Così, nella giornata di ieri, 6 titolari di esercizi pubblici e locali che si trovano nell’area della movida vicino a piazza Teatro Massimo, sono stati invitati presso gli uffici della questura,  allo scopo di contemperare gli interessi dei propri locali con quelle dei cittadini.


Gli esercenti sono stati formalmente diffidati dal questore, a non tenere nell’esercizio pubblico, condotte, situazioni o circostanze oggettivamente pericolose per l’ordine e la sicureza pubblica, con l’ammonimento che, in caso contrario, si procederà all’adozione delle misure previste dalla legge, ai fini dell’applicazione dell’art. 100 TULPS che prevede la sospensione delle licenze per un periodo definite. Dopo la diffida i controlli potranno accertare se i gestori si sono conformati alle indicazioni ricevute e quindi alla normative prevista.

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