Centro storico, esercenti abbandonati dalle istituzioni: la Fipet non ci sta

"Gli esercenti del centro storico sono padri e madri di famiglia che ogni giorno combattono con burocrazia ed abbandono da parte delle istuzioni. Esisteranno di certo realtà che non rispettano le regole anche al centro storico, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio"

La Fipet- Cidec, con una nota, interviene sulla stagione dei caffè concerto e sulla situazione in cui versano gli esercenti. "Spesso siamo oggetto di attacchi - si legge nella nota - che descrivono il centro storico come un luogo di degrado e malcostume, dove illegalità ed abuso regnano sovrani. Siamo costantemente offesi e denigrati pubblicamente senza che nessuna istituzione intervenga a difendere forse una delle ultime realtà economiche catanesi".

"Gli esercenti del centro storico sono padri e madri di famiglia che ogni giorno combattono con burocrazia ed abbandono da parte delle istuzioni - continua la nota - Esisteranno di certo realtà che non rispettano le regole anche al centro storico, ma fare di tutta l'erba un fascio e penalizzare chiunque solo perchè si ha paura di non presidiare il territorio sembra quasi ridicolo. E' come dire che da domani le banche devono chiudere perchè non si sa se si potranno sventare le rapine, o che è meglio non fare uscire le donne perchè si corre il rischio di essere vittime di violenza. Una giustificazione davvero di poco  conto considerato che è lo Stato a dover garantire il controllo. Gli esercenti del centro sono stanchi, davvero stanchi di tutta questa inutile polemica che puntuale ogni anno si presenta e che ci dipinge come brutti sporchi e cattivi. Ma il centro storico da chi è frequentato? Dai catanesi".

"Offendere il centro storico significa offendere chi ancora vive la città e non si rassegna al decadimento di Catania.  Noi esercenti abbiamo le stesse richieste dei residenti ma nessuno ci ascolta: abbiamo chiesto il presidio del territorio per controllare la presenza sempre più massiccia ed indisturbata di immigrati dediti allo spaccio ed al bivacco, abbiamo chiesto l'intervento del comune per far cessare il fenomeno della svendita di alcool a basso costo, abbiamo chiesto eventi culturali che portassero di nuovo la vita al centro storico di Catania offrendo qualità e turismo di respiro europeo, abbiamo chiesto un maggiore decoro di aiuole e cestini , vorremmo poter fare musica dal vivo che non vuol dire necessariamente rumore: una chitarra classica o un violino o un sassofono sono rumore? Noi vogliamo un centro storico diverso da quello attuale, un centro storico che il sindaco Bianco conosce bene, dato che è stata una sua stessa creazione". 

"Invochiamo l'applicazione della legge nazionale sulle emissioni sonore perchè la legalità non può essere invocata solo quando si tratta di punire dato che essa rappresenta giusto contemperamento di interessi tra impresa e cittadino. Rispondiamo inoltre a tutti coloro che hanno auspicato la chiusura dei locali a beneficio di negozi diurni invitandoli a fare una passeggiata in via Umberto e nelle zone vicine, in via Garibaldi, in via Etnea, ecc. forse noteranno, se faranno attenzione una quantità impressionante di cartelli di vendesi e affittasi, o botteghe con simpatiche lanterne rosse dove i commessi oggi sono per lo più catanesi. Che piaccia o meno siamo una realta' economica ancora presente, diamo ancora posti di lavoro in una catania che non ha piu'molto da offrire , siamo esercenti con affitti e mutui sempre piu'difficili da coprire, siamo centinaia di famiglie che a fine mese fanno i conti per capire quanto ancora potranno resistere senza aiuto. Vorremmo tornare ad essere il cuore pulsante di catania con tutta la bellezza e la forza di chi non si arrende per creare qualcosa che ridia speranza a questa città".

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