Multiservizi, la protesta continua e l'azienda rimane senza presidente e senza cda

I lavoratori rivendicano tre mesi di arretrati e hanno protestato sotto palazzo degli Elefanti

Tornano a protestare i dipendenti della Catania Multiservizi. La partecipata del comune etneo vive un momento di difficoltà, sia economica sia sotto il profilo gestionale, e i lavoratori hanno manifestato nuovamente il loro malcontento in piazza Duomo sotto palazzo degli Elefanti. Troppi i tre mesi di arretrati per i circa 450 lavoratori e troppa, secondo la prospettiva dei dipendenti, la confusione all'orizzonte e l'incertezza del futuro.

Complice una presunta inconferibilità dell'incarico di presidente a Giuseppe Marletta, che si è autosospeso e al momento si attende un responso dell'anac, la recente mancanza del rup e le dimissioni dell'avvocato Francesca Tambasco dal cda della partecipata hanno portato all'attuale incertezza.

Infatti con le dimissioni della Tambasco è decaduto l'intero cda e adesso tutte le responsabilità passano al collegio sindacale in attesa che venga convocata un'assemblea col socio unico e nominare un nuovo cda. In tutto questo bailamme regna la non ponderabilità dei tempi.

Il dottor Antonio Di Giovanni, l'ultimo "superstite" del cda Multiservizi adesso decaduto, ha tentato nei giorni scorsi di fare ordine nella confusione attuale e fa il punto: "Abbiamo cercato di garantire un altro mese di stipendio ai dipendenti entro Pasqua. La Multiservizi deve rendicontare al comune lavori per 1 milione e 300mila euro di lavori. Capisco l'allarme dei lavoratori per la sospensione del presidente ma l'attività è andata avanti ugualmente secondo le garanzie previste dallo statuto e dal codice civile".

"Vorrei smentire - afferma Di Giovanni - alcune dichiarazioni che ho letto. Non è mai stato negato ai sindacati un incontro con il cda ed era stato già fissato per giorno 17. Incontri che, però, devono essere richiesti così come previsti dalla legge. Adesso capisco perfettamente che ci sono lavoratori in difficoltà e non vogliamo fare esasperare gli animi, L'argomento all'ordine del giorno è la nuova designazione del rup e ci sono i tempi della burocrazia".

Inoltre Multiservizi, prima del "terremoto" che ha investito presidente e cda, aveva intenzione anche di ridiscutere il contratto con il comune fornendo ulteriori servizi come quelli cimiteriali o il controllo delle caldaie del territorio. "Con un ente in dissesto - prosegue Di Giovanni - è chiaro che si cerchi di ridimensionare i costi delle partecipate ma noi, svolgendo servizi essenziali e imprescidibili per il comune, volevamo anzi allargare la platea dei lavori da svolgere in modo tale da garantire serenità per il futuro dei lavoratori".

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Adesso però la palla passa al collegio sindacale. "Con rammarico adesso io non posso garantire nulla - conclude Di Giovanni -, posso dire soltanto di aver avuto supporto del sindaco, del capo di gabinetto e anche dell'avvocato Marletta".

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