Multiservizi: battibecco tra Stancanelli e Bianco a suon di note

Da un lato, il senatore del Pd prende come esempio lo stato della Gesip di Palermo, dall'altro l'attuale sindaco risponde che "anziché affrontare la realtà si raccontano le favole del c'era una volta"

Lo scontro tra Bianco e Stancanelli è a suon di "Multiservizi". A prendere il via è Enzo Bianco con una nota nella quale spiega le sue perplessità sulla situazione: "Qualcuno ha perso la memoria storica della nostra città: insediato Sindaco una delle patate bollenti e tra le questioni più scottanti, era quella dei lavoratori delle cosiddette cooperative; cioè le aziende che avevano rapporti con il Comune nel campo delle pulizie e dei servizi vari. Precari sfruttati in una condizione di evidente illegittimità. Abbiamo risolto la questione creando una società, Catania Multiservizi, una azienda organizzata con criteri moderni e manageriali. I lavoratori sono stati assunti regolarmente con contratti e l'azienda, produceva utili e ricchezze intorno ai 3 milioni di Euro annui. Purtroppo dopo la mia amministrazione, i criteri manageriali con cui il direttore Monti e il presidente Bonura avevano gestito quell'azienda, furono clamorosamente abbandonati. L'azienda è stata gestita con criteri clientelari e ha cominciato a perdere ricchezza. Oggi i lavoratori rischiano di tornare alla situazione preesistente; una privatizzazione fatta in modo sbagliato farebbe pagare il prezzo della cattiva gestione ai lavoratori. Credo che la questione vada affrontata con grande serietà e la prossima amministrazione la dovrà esaminare con la dovuta attenzione. A Palermo, in una situazione simile a quella catanese, il sindaco Orlando si sta attivando per trasformare la Gesip in una società consortile che ingloberà anche altre aziende. A Catania, occorre cominciare a lavorare per trovare una soluzione analoga che, nel rispetto della legislazione vigente, garantisca in modo serio lo sviluppo di un'azienda che può tornare ad essere solida se gestita in modo competente e responsabile. Il mio impegno va in questa direzione".

E arriva puntuale la risposta di Raffaele Stancanelli: "Ancora una volta si legge nella nota diffusa dal sindaco di Catania - anziché affrontare la realtà si raccontano le favole del c’era una volta.Poiché Palermo è stata impropriamente presa ad esempio di seguito lo stato della Gesip è questo. L’azienda palermitana ha cessato le attività il 31 agosto 2012. Durante l’ultima Assemblea tenutasi lo scorso 27 novembre il socio unico, il Sindaco di Palermo, ha comunicato al liquidatore della società che non approvava i bilanci 2010 e 2011, gli ha intimato di iniziare le procedure di mobilità dei dipendenti e ha disposto che il liquidatore chieda al Tribunale di valutare lo stato di insolvenza della società e di adottare gli adempimenti e provvedimenti consequenziali. In sintesi, quindi, il Comune di Palermo ha disposto l’istanza di fallimento della società e il licenziamento dei dipendenti. Ed ancora, con riferimento all’art. 4 comme 3 sexies della L. 135/2012 non risulta che il Comune di Palermo abbia sottoposto all’approvazione del Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa della Presidenza del Consiglio dei Ministri alcun piano di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate che preveda la creazione di un soggetto consortile. Ed oggi il termine per presentare è scaduto, senza contare che la grave crisi di Governo è ormai fatto noto. Il Sindaco di Catania, invece, ha creato le condizioni affinchè, anche nel peggiore dei casi, ai lavoratori della Catania Multiservizi venga garantita il lavoro attraverso la cessione della società e del contratto di servizio, secondo quanto previsto dalle norme. Questa è la differenza tra chi fa e chi racconta favole, se ne rendano conto una volta per tutte i cittadini e i lavoratori della Catania Multiservizi".

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