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Muore neonato, trasferito a Siracusa per mancanza di posti: presentato esposto alla Procura

Mattia nasce prematuro e muore. A causa della mancanza di un posto in terapia intensiva a Catania, la mamma del piccolo è stata trasferita da Bronte a Siracusa per partorire. La morte è arrivata ieri nel Policlinico di Messina dove era stato trasferito d'urgenza per presunti problemi respiratori

Muore un neonato di 18 giorni, Mattia, nato prematuro. Era il secondo figlio di una coppia catanese. A causa della mancanza di un posto in terapia intensiva a Catania, la mamma del piccolo è stata trasferita da Bronte a Siracusa per partorire. La morte è arrivata ieri nel Policlinico di Messina dove era stato trasferito d'urgenza dall'Utin dell'Umberto I di Siracusa per presunti problemi respiratori.

A dare per prima la notizia è stata la testata LiveSicilia che svela come legale dei genitori, l'avvocato Dario Pastore, ha presentato un esposto alla Procura di Catania. La madre ha avuto infatti la rottura delle acque il 19 febbraio scorso a Bronte, alla 24esima settimana di gestazione, ma è stata trasferita a Siracusa perchè nelle Utin di Catania non c'era posto. Causa del parto prematuro sarebbe stata un'infezione vaginale non riconosciuta.

"Potrebbe essere un caso di malasanità- afferma l'avvocato Pastore - noi vogliamo sia fatta chiarezza, a tutti i livelli. Abbiamo chiesto il sequestro della salma, che è all'obitorio del Policlinico di Messina, e che sia disposta l'autopsia".

La donna è stata condotta nell'ospedale di Bronte, nel Catanese dopo la rottura delle acque ha spiegato il legale della famiglia. Attraverso il 118 si è cercato un posto in un'Unità di terapia neonatale intensiva (Utin) di un ospedale di Catania per ricoverare il prematuro dopo il parto. Ma non c'e' la disponibilità e la gestante è condotta in ambulanza all'Umberto I di Siracusa. Il parto avviene l'indomani, il 20 gennaio. Nasce Mattia, che pesa 870 grammi ed è ricoverato nell'Utin dello stesso nosocomio.

"I medici a Siracusa - ricostruisce ancora l'avvocato Pastore - alla mia assistita dicono che la rottura delle acque è dovuta a un'infezione, ma che per il neonato non ci sono problemi. Il 18 febbraio gli cambiano l'incubatrice, e due giorni dopo ci sono i primi segnali di un'aggravamento".

Il 25 febbraio il piccolo è trasferito nell'Utin del Policlinico di Messina, dove, spiega il penalista, "è possibile sottoporlo a una terapia ossidonitrica che a Siracusa non poteva essere fatta. Ma appena arrivato - osserva il legale - ai miei assistiti è stato detto che la situazione era compromessa e che il piccolo stava per morire per un'acidosi metabolica. Cosa che è avvenuta due giorni dopo. Adesso noi vogliamo sapere dalla magistratura se ci sono state responsabilità o meno".

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