Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Neomelodici e proposta di legge contro apologia della mafia, Pandetta: "Non diamo cattivi esempi"

La Commissione parlamentare antimafia ha elaborato una proposta di legge per modificare l'articolo 414 del codice penale per prevedere l'aggravante dell'istigazione o dell'apologia della mafia a seguito di alcuni episodi legati al mondo della musica neomelodica

Sono diversi gli episodi che vedono un legame tra la musica neomelodica e certi "omaggi" al mondo della malavita e del crimine organizzata. Dopo Napoli la città di Catania è una delle fucine più grandi di esponenti del mondo neomelodico che hanno raggiunto un vasto pubblico. A seguito di alcuni di questi episodi, passati al vaglio della commissione parlamentare antimafia, che hanno visto deliberati riferimenti dei cantati a boss e criminali è stata elaborata una proposta di legge per modificare l'articolo 414 del codice penale e prevedere l'aggravante dell'istigazione o dell'apologia della mafia. 

La proposta ha come prima firmataria la deputata pentastellata Stefania Ascari che garantisce di non voler fermare né la creatività né la libertà di pensiero o di espressione artistica: "La mafia si nutre di messaggi e questi vanno fermati: non è possibile esaltare la strage di Capaci, si tratta di istigazione e si mira a ottenere consenso sociale. Così la mafia diventa una alternativa positiva e va fermata; il contrasto alle mafie deve partire dal linguaggio, altrimenti non le fermiamo più, va responsabilizzata la comunicazione, e alcuni personaggi non vanno presi a modello ma vanno trattati da criminali".

Per quanto concerne l'apologia della mafia è previsto un aumento di pena sino a due terzi se il fatto è commesso durante o mediante spettacoli, manifestazioni o trasmissioni pubbliche o aperte al pubblico oppure se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici e non possono essere invocate ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume. E quando il delitto è commesso mediante l'utilizzo di social network o mediante emittenti radio o televisive o per mezzo della stampa, chi è responsabile della divulgazione dell'apologia viene punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 10.000 euro e con l'obbligo di rettifica

Niko Pandetta, cantante di successo catanese, è stato intervistato dall'Ansa proprio su questa tema. Aveva dedicato una canzone allo zio, il temibile boss Turi Cappello, detenuto al 41bis ed era stato investito dalle polemiche. 

"Ho fatto mille sbagli e ho pagato, ma sono cambiato - ha detto Pandetta all'Ansa -. Con certe stupidaggini ho chiuso: vorrò sempre bene a mio zio perchè mi ha aiutato quando ne avevo bisogno, ma non scrivo più canzoni del genere. Ho cambiato musica, parlo d'amore e penso che Falcone e Borsellino siano state due persone perbene che si sono sacrificate per tutti noi". Per quanto riguarda la canzone dedicata allo zio dice di aver fatto uno sbaglio e, conversando con l'agenzia stampa, non si schiera contro la proposta dell'antimafia: "Se facessero una legge che punisce chi inneggia alla mafia non mi sentirei leso nella mia creatività perché in fondo abbiamo una responsabilità verso chi ci segue. Parlo di milioni di follower, spesso giovani per i quali siamo un esempio". Adesso il cantante catanese si è dedicato alla musica trap e ha accantonato il genere neomelodico, conscio del fatto di essere popolare specie tra i giovani: "Ci seguono milioni di persone, soprattutto ragazzi e dare il cattivo esempio non é giusto".

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