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Myrmex, continua la protesta dei lavoratori sul tetto del laboratorio

"Da questo tetto non scendiamo sino a quando la Regione non manterrà le promesse fatte un mese fa. Dovevano convocare un incontro al Ministero delle Attività produttive ma a quanto pare la richiesta non è mai partita...Abbiamo aspettato tanto prima di arrivare a questo punto, ma ora diciamo basta"

"Da questo tetto non scendiamo sino a quando la Regione non manterrà le promesse fatte un mese fa. Dovevano convocare un incontro al Ministero delle Attività produttive ma a quanto pare la richiesta non è mai partita...Abbiamo aspettato tanto prima di arrivare a questo punto, ma ora diciamo basta". Parla così Giovanni Cantone, uno dei lavoratori Myrmex che protestano senza sosta da molte ore alla Zona industriale.

Non erano ancora le 8 di ieri mattina quando una trentina di dipendenti sono saliti sul tetto del laboratorio d'eccellenza, occupandolo. I 69 cassintegrati che operano nelle stanze del centro di ricerca tossicologica non ricevono segnali concreti dalla Regione siciliana e dal consiglio di amministrazione per una possibile svolta della vertenza, nonostante vertici istituzionali, confronti con i sindacati, appelli e "tavoli" istituzionali.

Nel febbraio del 2015 il loro ammortizzatore sociale avrà termine e il laboratorio chiuderà i battenti per sempre. Intanto, i lavoratori restano ancora sul tetto a protestare mentre il socio unico della Myrmex, Gian Luca Calvi, in occasione di un confronto informale oggi ha fatto sapere di essere disponibile ad un nuovo confronto se richiesto dalle istituzioni. L'obiettivo, per i lavoratori e per i sindacati, è sempre quello di scongiurare il definitivo licenziamento dei dipendenti altamente specializzati e, prima ancora, mantenere in vita il sito produttivo. Il clima tra i lavoratori è molto teso già da mesi, ma ieri delusione e rabbia erano più tangibili del solito.

Per Giacomo Rota, segretario generale della Cgil, Margherita Patti, segretario confederale e Giuseppe D'Aquila, segretario generale Filctem Cgil, "I lavoratori Myrmex oggi protestano con l'occupazione perché aspettavano una risposta importante che non arriva. Per il 15 maggio sarebbe dovuta arrivare una data per l'incontro al Ministero delle Attività produttve ma si è appreso che la convocazione non è mai partita. Eppure nessuno dice ai lavoratori quale destino li attende: neppure l'avvocato Calvi. La Pfizer non ha neppure preso in considerazione l'ipotesi di una presa in carico dei loro curriculum che, seppure provocatoriamente, sono stati inviati nei mesi scorsi. E si tratta della stessa Pfizer che cedette il ramo d'azienda e che continua a fare nuove assunzioni, circa un centinaio per la precisione. La Cgil continuerà a rimanere a fianco dei lavoratori in ogni fase, compresa questa molto dolorosa e difficile, della lotta a tempo indeterminato".

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