Napolitano a Catania, il discorso del vice presidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello

Napolitano a Catania, il discorso del vice presidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello

Grazie per la sua visita in questa parte della Sicilia, ma soprattutto grazie per quanto ha fatto per il nostro paese. La profonda recessione iniziata nel 2008 ha messo a rischio, la tenuta economica, sociale e politica , sono stati anni terribili e se oggi, pur con prudenza, guardiamo a una ripresa, dobbiamo in larga parte a lei, alle sue scelte, alla autorevolezza ed al coraggio con cui ha affrontato questa temperie
Ho letto in questi anni sul suo volto la grande responsabilità per il futuro del nostro paese. Ricordo ancora a Monaco di Baviera in occasione della sua visita di stato, l'incontro con i tanti italiani che vivono in quella regione. Il suo intervento, l'orgoglio, il senso di responsabilità , la commozione collettiva. Oggi in questa sala formalizziamo alla sua presenza la nascita del distretto del sud est. E’ il risultato di un percorso avviato da tempo, a tratti faticoso ed impegnativo, ma allo tempo stesso esaltante. 
Le provincie di Catania, Siracusa e Ragusa rappresentano il cuore industriale della Sicilia, territori laboriosi e complementari, dal distretto hi Tech di Catania, all'agroalimentare del ragusano e della zona sud di Siracusa , alle aree industriali del polo petrolchimico e metalmeccanico. Larga parte del PIL siciliano viene da questi territori. Fondamentale è la collaborazione tra pubblico e privato! per la prima volta si superano le logiche di campanile, si va oltre i limiti della geografia amministrativa, si tracciano le linee di un nuovo approccio alla programmazione, capace di integrare territori, autonomie e vocazioni.
Per la prima volta questi territori stanno insieme, non per inseguire un bando pubblico o rispettare requisiti formali, ma stanno insieme per lanciare una sfida culturale al settore pubblico ed al Mondo dell'impresa e del lavoro: è possibile progettare il presente e futuro con il coinvolgimento dei comuni, delle camere di commercio e delle forze sociali e produttive. Vogliamo relegare ai margini la vecchia cultura assistenziale e clientelare, purtroppo ancora radicata in parte della classe dirigente!
Un progetto che non è (come è spesso successo in passato) una semplice lista di spese e programmi, ma un nuovo modello che guarda alle vocazioni dei territori, e a una pianificazione di area vasta.fondamentale in questo senso è stato l’impulso che il Prof. Carlo Trigilia, prima da componente del nostro Comitato Scientifico, e poi da Ministro per la Coesione Territoriale, ha dato al nostro percorso! Per questo voglio ringraziarlo a nome di tutti, e sollecitarlo con grande affetto e stima a dare ulteriori e preziosi contributi. Fortemente innovativo è il modello organizzativo su cui si basa questa esperienza. Un sistema territoriale di istituzioni costituito dalle tre città capoluogo, dai Comuni “minori “ solo per grandezza nonché dalle Associazioni di categoria datoriali, dai Sindacati dei lavoratori, dalle Camere di Commercio -(centrali in questo progetto). L’interazione forte con i grandi attori infrastrutturali: le Autorità Portuali, le Società che gestiscono gli aeroporti di Catania e di Comiso, le Ferrovie dello Stato, il CAS e l’Anas. Un Comitato Organizzativo, composto da rappresentanti degli Enti Locali e del sistema sociale e produttivo; un Comitato Tecnico Scientifico, composto da esperti di alto ed indiscusso profilo; un Gruppo di Supporto al Comitato Tecnico Scientifico, con il compito di organizzare il lavoro correlato alla stesura del Piano Strategico di Area Vasta.
E infine l’innovazione di una serie di strumenti che rendono questo modello molto più che un semplice esercizio teorico di programmazione e che dotano il Piano Strategico di Area Vasta.
In primo luogo il Fondo di Rotazione, una dotazione finanziaria comune finalizzata a sostenere con un meccanismo di anticipazione le attività di progettazione esecutiva delle opere previste nel Piano d’Area Vasta, per rendere tali opere immediatamente cantierabili ed esecutive. In secondo luogo l‘Ufficio Unico, una struttura tecnica a supporto delle Amministrazioni per lo svolgimento di tutte le proprie funzioni quali Stazioni Appaltanti e per assicurare celerità ed efficacia al processo amministrativo connesso al ciclo di realizzazione e messa a regime delle opere.
Oggi segniamo un punto di partenza. Abbiamo gettato le basi per un nuovo approccio, come pensare insieme lo sviluppo, superando la disgregazione dei territori e trovando linee comuni di crescita. vogliamo invertire la tendenza in un difficile momento congiunturale, costruendo un’area coesa, fortemente strutturata, efficiente e competitiva.
Occorre valorizzare e mettere a sistema le risorse presenti, dai beni culturali, al paesaggio, rivedere la pianificazione urbanistica dei territori, tutelare il territorio ed il consumo di territorio.
Il Sud Est della Sicilia è un’area infatti in cui è possibile partire dalla coesistenza di imponenti risorse ambientali – dal sistema pedemontano dell’Etna, all’altopiano Ibleo, al complesso delle riserve naturali.
Abbiamo parlato della crescita economica del nostro territorio, ma non possiamo certo relegare ai margini la lotta alla criminalità organizzata e alla capillare corruzione! Sono fenomeni che distruggono il mercato e la leale concorrenza e corrodono la qualità civile di una comunità. Sotto questo profilo, la Sicilia ha fatto enormi passi, ed oggi rappresenta un punto di riferimento nella lotta al crimine organizzato. Magistrati e forze dell'ordine svolgono ogni giorno una continua attività di repressione con importanti e duraturi successi.
Negli ultimi anni il mondo delle imprese ha assunto un ruolo importante nella lotta alla criminalità organizzata.
Ma non possiamo non occuparci delle contraddizioni sociali delle periferie delle nostre città. Sono allo stesso tempo una scommessa morale, civile ed economica . Tanti ragazzi rimangono ai margini della società , senza alcuna prospettiva, spesso preda della cultura criminale. La crescita della nostre aree dipenderà anche e soprattutto da un forte investimento sociale. Le risorse comunitari possono essere decisive.
Il tema centrale rimane la scuola. Permane Un forte divario tra sud e nord del paese, tassi troppo alti di abbandono scolastico e forti differenze sociali segnano e consolidano diseguaglianze sempre più forti. Cittadinanza, qualità civile, competenze, crescita economica 
Da qui, oggi, partiamo. Siamo consapevoli di assumerci una grande responsabilità nei confronti delle aspettative di tanti lavoratori, imprenditori, donne e uomini. Ma chiudo con un appello ai giovani siciliani Vivono oggi in un mondo diverso dal nostro.
Il mondo in cui sono nato era un mondo lineare, senza grande differenza tra il mondo di mio nonno e mio padre. Mutavano i consumi e gli stili di vita, aumentava il reddito, ma tutta era comprensibile.
I conservatori guardavano con preoccupazione e diffidenza ai cambiamenti altri spalancavano gli orizzonti. Oggi è tutto diverso
La rivoluzione delle macchine a vapore e poi la scoperta dell'energia elettrica hanno avuto un impatto rilevantissimo sul tessuto economico e sociale. Dalla rivoluzione industriale , alla industrializzazione tra la fine dell'Ottocento ed il novecento 
La rivoluzione digitale ha caratteristiche diverse, è una rivoluzione allo stesso tempo tecnologica ed antropologica ! muta radicalmente lo scenario sociale, economico, produttivo.
Il mondo si è aperto, informazioni , mobilità, ERASMUS hanno aperto possibilità impensabili. I giovani sono stati storicamente il motore del cambiamento. Di loro abbiamo bisogno nel nostro progetto , nello sforzo di innovazione , nella capacità di comprendere il cambiamento. Il nostro progetto non potrà prescindere dallo loro freschezza , dalla loro passione civile

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