Dopo il "Napolitano day", ecco i "no" alla "messa a lucido" della città

La "messa in lucido" per l'arrivo del presidente Napolitano non è piaciuta a molti. La città reale, infatti, o ha protestato - come hanno fatto gli studenti universitari e i lavoratori precari del Teatro Bellini e della Micron ( solo per citarne alcuni) o ha deciso di non partecipare

Dopo il "Napolitano day", Catania ritorna ad essere quella di prima. La "messa a lucido" per l'arrivo del presidente Napolitano non è piaciuta a molti. La città reale, infatti, o ha protestato - come hanno fatto gli studenti universitari e i lavoratori precari del Teatro Bellini e della Micron ( solo per citarne alcuni) o ha deciso di non partecipare.

"Lo Stato italiano ha investito ingenti somme in noi, laureati e diplomati ad altissima specializzazione, e non possiamo lasciare che questo patrimonio umano venga disperso per assurde, nonché irrazionali, logiche di mercato - hanno dichiarato i lavoratori della Micron - Assurde e irrazionali, perché, in questa pesante crisi che ci assilla da anni, Micron ha i conti a posto; anzi, produce fatturati record e acquisisce altre aziende. Anche grazie al nostro lavoro, anche grazie ai nostri risultati". "Se il nostro futuro non potrà continuare dentro Micron - dicono ancora i lavoratori - è chiaro che dovremo rivolgerci altrove, anche all'estero, facendo sì che quanto investito in noi dalla comunità venga disperso, emigrando in altri paesi più lungimiranti e più accoglienti in termini di opportunità e di benessere. Noi non chiediamo pietà, non chiediamo commiserazione, non elemosiniamo il posto di lavoro. Noi chiediamo - concludono - di continuare ad esprimere le nostre eccellenze, riconosciute a livello mondiale. Non permetta, caro Presidente, che queste eccellenze si trasformino in eccedenze".

LA DIRETTA DELL'INCONTRO AL COMUNE

L'ARRIVO DI NAPOLITANO - GUARDA IL VIDEO

A dire "No" a una città di Catania " messa a lucido" per l'evento Napolitano sono stati anche i deputati regionali all'Assemblea regionale siciliana del Movimento Cinque Stelle, Francesco Cappello, Gianina Ciancio e Angela Foti, che hanno disertato l'incontro con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

"Al corteo c’era, insieme a noi - spiegano i deputati - la città reale, quella che paga ogni giorno sulla sua pelle le conseguenze di una politica lontana dai cittadini e prona ai poteri forti e alle lobby bancarie. Una Catania distante anni luce da quella di Palazzo e in doppiopetto blu che ha accolto in modo istituzionale il Presidente della Repubblica. All’indomani dall’impeachment, si è levato forte il grido di dissenso contro l’attuale Presidente della Repubblica, responsabile, tra l’altro, del terzo Governo non eletto, quello di Renzi, dopo Letta e Monti. Le politiche di questi ultimi anni, soprattutto durante i mandati di Napolitano, hanno lasciato solchi enormi nell’economia, tracciando un fosco quadro in termini di equità sociale e trasparenza. Non da ultimo il grave uso della decretazione di urgenza, che è divenuta prassi inammissibile. Durante la manifestazione, il M5s ha anche esposto uno striscione a sostegno del P.M. Di Matteo, minacciato di morte dalla mafia".

IL DISCORSO DEL SINDACO BIANCO

IL DISCORSO DI IVAN LO BELLO

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELL’ANAS PIETRO CIUCCI

IL DISCORSO DI PASQUALE PISTORIO

E poi, come era stato annunciato, anche il no di un nutrito corteo partito da piazza Roma e organizzato da Catania Bene Comune. In testa lo striscione con scritto “Napolitano No Austerity”. Tanti i temi toccati durante la manifestazione. "Dalla critica delle politiche economiche degli ultimi governi - come si legge nella nota dell'associazione - alla difesa della Costituzione, dall'antifascismo alla richiesta di diritti di cittadinanza per i migranti, dalla battaglia contro il Muos a quella contro la Tav, dalla difesa della rappresentanza democratica alla scontata presa di distanze da un Presidente della Repubblica che si è reso garante e protagonista di tutte le scelte economiche compiute negli ultimi anni dai Governi Monti, Letta e adesso Renzi".

All'arrivo in piazza Stesicoro il corteo si è fermato e si sono susseguiti gli interventi dei promotori.
“La gente in strada stava dalla nostra parte. – hanno dichiarato gli organizzatori - Molti si affacciavano alle finestre per applaudire, in tanti si sono uniti al corteo, molti che si trovavano a passeggiare su via Etnea ci davano il loro consenso”. “Di fronte alla sceneggiata messa in campo nei palazzi del potere e nei salotti buoni della città le persone erano indignate. Catania – continuano i promotori del corteo – in queste ore ha avuto due facce. Da un lato la scenografia artificiale messa su dalla Giunta Bianco visibile al Presidente della Repubblica, dall'altro la Catania che vive la crisi, che non ha reddito, che non può pagare l'affitto, che non ha lavoro ed è costretta a scappare, invisibile agli occhi del Presidente e delle telecamere che lo hanno accompagnato. Questo altro lato della città abbiamo oggi voluto portare in piazza”.

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