Naufragio di immigrati, identificati testi a discolpa del "presunto" scafista

Il legale dell'accusato ha chiesto al Gip un incidente probatorio per raccogliere le loro dichiarazioni. L'indagato ha sostenuto di non essere uno "scafista", ma di avere aiutato saltuariamente, come tanti altri passeggeri, il "comandante" del barcone a seguito di ordini "minacciosi"

Sono stati identificati e trovati a Cagliari i quattro marocchini che sarebbero i testi a discolpa del loro connazionale arrestato a Catania con l'accusa di essere uno dei scafisti indagati per il naufragio del 12 maggio scorso che ha provocato 17 morti.

Il legale dell'accusato ha chiesto al Gip un incidente probatorio per raccogliere le loro dichiarazioni. L'indagato ha sostenuto di non essere uno "scafista", ma di avere aiutato saltuariamente, come tanti altri passeggeri, il "comandante" del barcone a seguito di ordini "minacciosi".

Il Giudice per le indagini preliminare di Catania, Giovanni Cariolo, potrebbe delegare l'atto in rogatoria al Gip di Cagliari. Ai due extracomunitari, entrambi di 23 anni, la Procura di Catania contesta, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il naufragio e l'omicidio volontario plurimo.

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Secondo il procuratore distrettuale Giovanni Salvi e il sostituto Monia Di Marco, avrebbero causato "deliberatamente un'avaria" al barcone per essere soccorsi.

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