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Naufragio migranti, ripreso in Tribunale l'incidente probatorio

Saranno sentiti altri due testi dell'accusa che hanno riconosciuto i due presunti scafisti che continuano a proclamarsi innocenti sostenendo di essere dei migranti in viaggio. Elementi contrastanti per ciò che concerne il numero degli immigrati imbarcati sul peschereccio: tra 400 e 900

Nel Palazzo di Giustizia di Catania, con l'interrogatorio di un altro dei 28 superstiti nel naufragio del 18 aprile scorso al largo della Libia in cui morirono oltre 750 migranti, è ripreso l'incidente probatorio disposto dal Gip Rosa Alba Recupido nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catania sui due presunti scafisti, detenuti in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Maria Paola Cosentino.

Oggi saranno sentiti altri due testi dell'accusa che hanno riconosciuto i due presunti scafisti che continuano a proclamarsi innocenti sostenendo di essere dei migranti in viaggio.

Le deposizioni dei superstiti sono concordarti sui due scafisti, il comandante tunisino e il mozzo siriano, ma emergono elementi contrastanti per ciò che concerne il numero degli immigrati imbarcati sul peschereccio colato a picco: tra 400 e 900. Testimonianze divergenti anche sulla presenza di componenti dell'equipaggio orginari del Bangladesh, che sarebbero deceduti. Uno dei testi ha indicato in altri due somali, non sopravvissuti, i componenti dell'equipaggio destinati alla sorveglianza dei boccaporti. Altri testi hanno detto che non c'erano limnitazioni a bordo del barcone, altri, che non si potevano alzare neppure per soddisfare i loro bisogni fisiologici.

L'incidente probatorio prevede l'interrogatorio in aula di cinque sopravvissuti, anche se agli atti dell'inchiesta della Procura di Catania sono confluite poi le testimonianze di altri superstiti, comprese quelle di alcuni dei quattro minorenni che si sono salvati. Le indagini sul naufragio sono state delegate a guardia costiera, polizia di Stato, Sco di Roma e squadra mobile di Catania. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Giovanni Salvi e dai sostituti Rocco Liguori e Andrea Bonomo.

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