Diciotti, altri due reati contestati al ministro Salvini

Oltre ai reati, già contestati, di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, Salvini e Piantedosi devono rispondere anche dei reati di sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio

Si aggrava la posizione del ministro dell'Interno Matteo Salvini e del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla nave 'Diciotti' della Guardia costiera. Oltre ai reati, già contestati, di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, Salvini e Piantedosi devono rispondere anche dei reati di sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio.

Il sequestro di persona a scopo di coazione, come scrive oggi Repubblica, in quanto secondo la Procura di Agrigento che coordina l'inchiesta, Salvini avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull'Unione europea per la ridistribuzione dei migranti e l'omissione di atti d'ufficio perché i due indagati avrebbero ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico.

Intanto già domani o al massimo la prossima settimana, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio invierà gli atti alla Procura di Palermo che poi li trasferirà al Tribunale dei ministri, presieduto dal giudice Fabio Pilato. In questi giorni Patronaggio sta eseguendo ulteriori accertamenti tecnico-giuridici anche potere identificare le persone offese.

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