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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Nave sequestrata in Oman: moglie del comandante contro lo Stato

"Tu Stato ti prendi metà dello stipendio di mio marito e di tutti i marittimi e non fai nulla per loro?", è quanto chiede la moglie del comandante catturato in Oman

"Tu Stato ti prendi metà dello stipendio di mio marito e di tutti i marittimi e non fai nulla per loro? Dovrebbero vergognarsi. Non è che mi senta abbandonata dallo Stato: non devono aiutare me ma darsi una mossa per garantire i marittimi e la loro sicurezza, mettendo sulle navi i militari". Lo ha detto Rita Gianfriddo, moglie di Agostino Musumeci, il comandante della petroliera italiana "Enrico Ievoli" sequestrata ieri nel Golfo dell'Oman.

La donna ha lanciato un appello "per tutti i marittimi, che fanno un mestiere rischioso, una categoria che viene ignorata dallo Stato e che ha più diritti di quelli che stanno seduti sulle poltrone".

La donna ha aggiunto di essere stata contattata ieri pomeriggio dalla Farnesina e di avere sentito in serata l'armatore della nave, Domenico Ievoli. "Preferisco tenere o contatti con la società, che ha dimostrato grande umanità, ma lo Stato deve mettere in sicurezza chi lavora sulle navi: sono già delle prigioni tra cielo e mare, figuriamoci ora che a bordo non si possono muovere".

"Dalla Farnesina - ha proseguito la donna - mi hanno detto di stare tranquilla, di aspettare, aggiungendo che stanno lavorando, e di non farci prendere dal panico. Il dottor Ievoli mi ha tranquillizzato dicendomi che al più presto si risolverà tutto. Io - ha concluso Rita Gianfriddo - non mi sento tranquilla se non vedo mio marito. Loro si stanno impegnando ma io voglio riabbracciare al più presto mio marito e riaverlo a casa".

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