La Sicilia, il necrologio negato al commissario Montana: "Famiglia parte lesa"

I carabinieri del Ros e la procura di Catania tornano a parlare del rifiuto della pubblicazione del necrologio del commissario Beppe Montana. La famiglia sposa la tesi della procura, mentre i legali di Ciancio e la redazione parlano di "prassi" che non lo consentiva

I carabinieri del Ros e la procura di Catania tornano a parlare del rifiuto della pubblicazione del necrologio del commissario Beppe Montana. E lo fanno in seno alla conferenza stampa in cui sono state fornite le motivazioni che il Tribunale per le misure di prevenzione ha disposto il sequestro dell'asset patrimoniale dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo. Conti correnti, assicurazioni, e 31 società tra le quali compare anche il gruppo editoriale de La Sicilia. Giornale all'interno del quale - è questo è un dato storico incontrovertibile - il testo inviato dalla famiglia Montana non venne mai pubblicato. Il fatto - stando alla ricostruzione degli inquirenti - è inserito tra quelli che definiscono la linea editoriale dell'ex direttore, incentrata sul mettere "in sordina le vicende legate alla famiglia Santapaola-Ercolano"

La tesi della procura e di Dario Montana

Tesi sposata anche dalla difesa di Dario Montana, fratello del funzionario di polizia ucciso nel 1985,  costituitosi parte civile all'interno del procedimento penale contro Mario Ciancio e rappresentato dall'avvocato catanese Goffredo Dantona: "Noi, con sentenza definitiva, siamo considerati dalla Corte di Cassazione persone offese proprio perché quel necrologio è stato rifiutato dal quotidiano - spiega oggi il legale a CataniaToday - Questo è quello che dicono fino ad adesso le carte. Tra l'altro proprio la vicenda del necrologio fu evidenziata dal giudice Barone quando rigettò la richiesta di archiviazione della Procura di Catania". "Per noi questo caso, insieme ai fatti legati a Concetto Mannisi e alla pubblicazione della lettera di Santapaola al 41bis, rappresenta uno degli elementi sintomatici della messa a disposizione del giornale La Sicilia nei confronti della mafia". "Attualmente esistono tre versioni sul fatto - conclude Dantona - quella nostra e della procura, quella del comitato di redazione, in cui viene spiegato che il testo non venne pubblicato per questioni di opportunità e, infine, quella dello stesso Ciancio contenute nella sua memoria difensiva". 

La tesi della difesa di Ciancio

"Il caso necrologio è fin troppo chiaro - spiegava l'avvocato Peluso, legale difensore di Mario Ciancio, a Livesicilia -  C'è la prova che il giornale ha pubblicato tutte le notizie concernenti l'omicidio di Beppe Montana e aveva pubblicato anche una dichiarazione della fidanzata del poliziotto che diceva che la colpa era dei politici. Il giornale quindi non si è tirato indietro davanti a un fatto di questo genere. Il quotidiano non aveva pubblicato il necrologio contenente riferimenti diversi al cordoglio per la morte - chiariva il difensore -  soltanto in quanto la linea editoriale e la prassi già seguita per tutti non lo consentiva. Abbiamo consegnato dei documenti in cui c'era la spiegazione dell'editore e la spiegazione del comitato di redazione, il quale diceva che purtroppo il fatto era accaduto per una prassi consolidata e si dispiacevano che in questo caso non fosse stata fatta un'eccezione". 

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I necrologi per la morte di Pippo Ercolano

Come ricordato dalla stampa online dell'epoca, il 31 luglio del 2012 il quotidiano La Sicilia pubblica invece i necrologi dello scomparso boss Pippo Ercolano. A dare l'annuncio ci sono tutti i figli, compreso Aldo, l'esecutore materiale dell'omicidio del giornalista Pippo Fava.

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