Neomelodici a Catania: le agenzie, la scuola di napoletano e i numeri da capogiro

Il presentatore Antonio Sutera, il "Pippo Baudo" dei neomelodici come si definisce lui stesso, racconta il mondo della musica napoletana a Catania. Un genere che, dopo molti anni, ha creato un business che coinvolge adulti e bambini. Parlando anche di tematiche "spinose"

Che il mondo della canzone napoletana sia sbarcato alle pendici dell'Etna è cosa ormai nota da anni. La musica neomelodica, che rivisita in chiave moderna la tradizione partenopea, dal Vesuvio è arrivata all'interno dei quartieri catanesi imponendosi come vero e proprio genere popolare, espressione delle istanze locali e della vita della quotidianità di milioni di persone. Tutte. Dalla crisi economica, la disoccupazione, le vicende amorose, ai diversi aspetti "sociali", inclusa la malavita.

Come funziona il mondo dei neomelodici - Video

E quello del cantante neomelodico, oggi, è divenuto un vero e proprio ruolo sociale a cui ambire, che presuppone studio e allenamento ma, soprattutto, un buon agente a cui affidarsi sin dalla tenera età. Bambini e giovani ragazzi che diventano vere e proprie star di quartiere, animatori della vita di piazza da San Cristoforo a Picanello, passando per Librino, San Giorgio e San Berillo nuova. 

Dalle feste di piazza ai primi dischi

Da anni infatti si moltiplicano i cantanti che, come spiega il presentatore Antonio Sutera - il "Pippo Baudo dei neomelodici" - partono dai quartieri sperando di diventare famosi. Aiutati da un manager e "portati" - come si dice in gergo - dai big come Nino Fiorello, Gianni Celeste o Martino, il primo artista ad aver portato il genere a Catania. "Pian piano i cantanti vengono conosciuti nei vari concerti, nelle comunioni, nelle cresime, nelle feste di piazza e man mano che diventano famosi - spiega Sutera - iniziano a registrare i primi dischi". Un percorso che può portare a successi clamorosi, come quello del piccolo Matteo Milazzo che "riesce a portare in piazza anche 10mila persone", racconta il presentatore. 

La scuola dei neomelodici

"A Catania è stata la prima scuola di formazione per neomelodici, la Q-Factor Records", racconta il presentatore. "Lì prima di tutto ti insegnano a cantare e, in secondo luogo, c'è un coach di napoletano dedicato che visiona il tuo linguaggio, sta attento alla tua dialettica, ti insegna proprio a parlare in napoletano e poi a cantare". Nonostante si possa pensare che il maestro sia un napoletano doc, anche in questo caso, ad insegnare il dialetto partenopeo è un catanese, Gianni Vezzosi. "Non so se ci sono anche libri di testo - aggiunge - ma ho visto lezioni frontali con gli alunni e i maestri che spiegano alla lavagna". 

I temi delle canzoni

Come spiega Sutera, il "cinquanta percento delle canzoni trattano temi d'amore, dalle passioni a i possibili tradimenti. Un altro cinquanta per cento invece parla di tematiche sociali, che comprendono anche questioni un po' più spinose, come la vita dei detenuti, i colloqui in carcere e cose del genere". Quella della criminalità e della malavita, tuttavia, tiene a precisare il presentatore "non è l'argomento principale". "Si parla infatti di vita quotidiana, dei problemi della gente comune e, per quanto riguarda i bambini, anche temi familiari". 

I guadagni 

Sono tantissimi i ragazzi che oggi provano a guadagnare qualcosa dalle loro capacità canore. Uno sforzo motivato dai guadagni che si profilano e dalla continua richiesta. Feste di compleanno, traguardi religiosi come battesimi, cresime e comunioni, ma anche matrimoni, concerti di piazza e inaugurazioni. "Si parte da un minimo di 250 euro e si arriva a un massimo di 6 mila euro ad ogni manifestazione - spiega Sutera - Poi dipende chiaramente dal tipo di festa. Un concerto di piazza ha un costo, che comprende anche i musicisti e il palco, quindi i prezzi sono diversi". 

I luoghi a Catania e i problemi con la polizia

"L'Olimpo della neomelodica" etnea è il Fortino, chiarisce Sutera. Al centro del quartiere di San Cristoforo sono infatti numerosissime le manifestazioni di piazza in cui i nomi famosi della musica napoletana sono assoluti protagonisti. Ma non solo. Anche a Picanello i neomelodici sono apprezzatissimi. "Ci sono stati dei problemi purtroppo - aggiunge Sutera - perché questi spettacoli vengono accostati ad ambienti di un certo tipo e, nonostante ogni manifestazione prima di avere luogo è previamente autorizzata dal Comune, il Questore ha il potere di bloccarle qualora vi sia il dubbio che siano in qualche modo collegate alla criminaliità". "Un fatto che però - conclude - io posso smentire con forza". 

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