Neonata morta, investigatori al lavoro: tempi lunghi per autopsia

Solo quando il quadro sarà completo, e il nome o i nomi delle persone per le quali dovessero emergere profili di responsabilità saranno stati iscritti nel registro degli indagati, a garanzia della nomina dei periti di parte, sarà possibile autorizzare l'autopsia sul corpicino della piccola

La polizia di Stato di Ragusa, in stretto raccordo con la Procura, sta lavorando per individuare tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel percorso conclusosi con la morte della piccola Nicole, colta da una crisi respiratoria subito dopo la nascita a Catania e deceduta mentre veniva trasportata all'ospedale "Paternò Arezzo" di Ragusa per l'indisponisibilità di posti di rianimazione neonatale nelle strutture sanitarie catanesi.

Solo quando il quadro sarà completo, e il nome o i nomi delle persone per le quali dovessero emergere profili di responsabilità saranno stati iscritti nel registro degli indagati, a garanzia della nomina dei periti di parte, sarà possibile autorizzare l'autopsia sul corpicino della piccola. Si suppone tra lunedì e martedi.

I PRIMI INDAGATI NELL'INCHIESTA DELLA PROCURA

L'esame dovrebbe essere programmato per i primi giorni della prossima settimana. Intanto a Ragusa è stato inviato un ufficiale superiore del Nas di Palermo, per accertamenti presso l'Azienda sanitaria provinciale. Nessun coinvolgimento diretto, comunque, di questa struttura, che ieri ha dato immediata disponibilità ad accogliere Nicole nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale "Paterno' Arezzo". La constatazione del decesso della neonata è stata firmata dal medico a bordo dell'ambulanza che la stava trasportando da Catania a Ragusa, quaranta minuti prima del suo arrivo nel capoluogo ibleo.

VERTICE REGIONE - I manager delle aziende ospedaliere di Catania dove non è stato trovato un posto disponibile di terapia intensiva neonatale per la piccola Nicole, sono giunti nella sede dell'assessorato regionale alla Salute, in piazza Ottavio Ziino a Palermo, per riferire all'assessore Lucia Borsellino. L'amministrazione regionale ha avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilita'. All'incontro sono presenti anche i responsabili del 118.

ASSESSORE BORSELLINO: VERTICE CON DIRETTORI DEGLI OSPEDALI ETNEI

MINISTRO LORENZIN -  "Una cosa così non può e non deve accadere, viste le linee guida nazionali neonatali sulle urgenze che sono state sancite ormai da anni e che devono essere applicate dalle Regioni. Per questo noi abbiamo mandato subito gli Ispettori del Ministero". Così il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha commentato a Mattino Cinque il caso della neonata morta in ambulanza ieri. "Ho chiesto - ha detto - che ci sia una verifica anche sulla direzione degli ospedali, su come hanno risposto sulla rete dell'unità di emergenza e un accertamento generale sui Lea". Per quanto riguarda le responsabilità il ministro ha detto di volere "un accertamento delle responsabilità molto chiare". Ma, ha poi ricordato, "c'è un tema molto più grande che riguarda il disservizio delle regioni del sud. In particolare nelle Regioni in piano di Rientro. Lo stato dei livelli di essenziali di assistenza non può essere sottovalutato e ha maggiore importanza dei livelli economici di bilancio di una regione".

PRESIDENTE CROCETTA - "I tre ospedali catanesi sono tra i più efficienti non solo della Sicilia, ma di tutto il Sud Italia. Bisognerà entrare nel merito delle decisioni del personale medico, che sicuramente ha fatto degli errori di valutazione". Così il governatore della Sicilia Rosario Crocetta commenta in un'intervista su 'La Stampa. "Non vogliamo fare dei processi sommari - prosegue - ma chi dovesse avere responsabilità verrà cacciato immediatamente, al resto penseranno le procure di Catania e di Ragusa. Non lasceremo che la cosa cada nel dimenticatoio. Lo faremo per giustizia, ma soprattutto per precauzione". "Il peso della decisione della clinica non è stato indifferente. Alle tre del mattino, due ore dopo i primi problemi respiratori della piccola, il personale ha deciso di portarla in un ospedale che si trova a oltre 100 chilometri di distanza. Avrebbe invece potuto accompagnarla direttamente al pronto soccorso di uno degli ospedali, dove non avrebbero rifiutato la paziente. Ciò non toglie che anche il personale dei tre nosocomi etnei possa avere avuto delle responsabilità. È possibile che non ci fossero pazienti meno gravi in quel momento?", conclude Crocetta.

CODACONS - Un caso di malasanità agghiacciante per il quale qualcuno sarà chiamato a pagare. Lo afferma il Codacons in merito alla vicenda della neonata di Catania deceduta a causa della mancanza di posto in ospedale dove essere curata. Stiamo preparando un esposto alle Procure di Catania e Ragusa che già hanno aperto una indagine sull'episodio,  in cui chiediamo di indagare per il reato di concorso in omicidio colposo - spiega l’associazione - In particolare vogliamo sapere se ci siano state responsabilità ed omissioni che abbiano contribuito a determinare la morte della neonata. Alle Procure chiediamo inoltre di accertare il ruolo nella vicenda delle competenti Asp e della Regione Sicilia, e di procedere penalmente se necessario nei confronti di tali organi. Considerata la gravità del caso, riteniamo indispensabili le dimissioni immediate dell'assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino, che farebbe bene a fare oggi stesso un passo indietro e lasciare il proprio incarico" conclude il Codacons.

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