Neonata morta, i primi indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania

Ci sono i primi indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania sulla morte della piccola Nicole, colta da una crisi respiratoria subito dopo la nascita a Catania e deceduta mentre veniva trasportata a Ragusa per l'indisponisibilità di posti di rianimazione neonatale nelle strutture sanitarie catanesi. Lo ha detto il procuratore Giovanni Salvi, parlando in conferenza stampa

Ci sono i primi indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania sulla morte della piccola Nicole, colta da una crisi respiratoria subito dopo la nascita nella clinica Gibiino di Catania e deceduta mentre veniva trasportata a Ragusa per l'indisponisibilità di posti di rianimazione neonatale nelle strutture sanitarie catanesi. Lo ha detto il procuratore Giovanni Salvi, parlando in conferenza stampa. "Ci sono -ha affermato- alcune iscrizioni nel registro degli indagati. Dobbiamo procedere necessariamente all'iscrizione di coloro che hanno avuto parte in questo percorso per consentire loro di avere tutti gli elementi per difendersi. Ma per il momento non ci sono individuazioni di precise responsabilità".

IL RACCONTO DEI GENITORI DI NICOLE, TANIA E ANDREA

LE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE BORSELLINO

IL COMMENTO DEL PROCURATORE GIOVANNI SALVI - VIDEO

Il magistrato ha sottolineato che "è un caso complesso e ci vorrà del tempo. Bisogna valutare l'origine della patologia, le cure prestate, la richiesta alle strutture specialistiche e il trasporto". Il cadavere della piccola Nicole è nell'obitorio dell'ospedale "Paternò- Arezzo" di Ragusa. L'autopsia, secondo Salvi, potrà essere eseguita tra lunedì e martedì.

INVESTIGATORI A LAVORO, TEMPI LUNGHI PER AUTOPSIA

"Per potere svolgere accertamenti tecnici irripetibili, per l'autopsia che deve essere fatta -ha spiegato il procuratore- devono essere individuate delle persone che un domani potrebbero essere chiamate a rispondere di questo reato, ma al momento non abbiamo elementi specifici che possano fare ritenere di responsabilità già accettate". Salvi ha precisato che "le responsabilità penali sono sempre di singoli non di strutture, la responsabilità per l'organizzazione dei servizi sono di altri e possono essere di più persone che con condotte autonome hanno portato a questo risultato". Intanto, ha reso noto il capo della Procura, "è stata acquisita la documentazione medica e stiamo acquisendo quella di strutture amministrative deputate ad individuare il luogo dove doveva essere portata e gli ospedali presso i quali hanno detto che non c'era capienza. Tutto questo verrà fatto tra qualche ora e poi avremo idee più chiare".

IL PUNTO SULLE INDAGINI DELLA PROCURA - LA CONFERENZA STAMPA

Indaga anche la Regione, che a breve istituirà una commissione regionale per le verifiche negli ospedali catanesi. Lo ha detto Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale dell'ospedale Garibaldi di Catania, al termine del vertice con i manager della sanità catanese convocato oggi a Palermo dall'assessorato alla Salute, Lucia Borsellino. "C'e un' indagine in corso e c'è una commissione che si insedierà e a breve verificherà. Quindi tutti i chiarimenti saranno dati in quella occasione", ha dichiarato Gullo.

Rimanda le accuse al mittente il professore Vincenzo Di Benedetto, primario dell'Utin del policlinico di Catania, una delle unità intensive in cui non c'era posto per Nicole: "Chiamatela col suo nome, malapolitica, perchè questo non è un caso di malasanità. I medici sono costernati per quello che è accaduto a Nicole e mi sento di parlare a nome di tutta la categoria, sia la classe medica che amministrativa, ma il problema qui non è medico, ma è politico. E' la nostra burocrazia che non va". "Giornalmente dobbiamo rifiutare ricoveri in questa unità di terapia complessa - sottolinea il medico - così come altre unità catanesi di chirurgia pediatrica Utitn non c'erano posti. Questo è soltanto un boomerang dei tagli sconsiderati alla sanità regionale. Non si può pensare che a Catania - conclude Di Benedetto - nascono 12 mila bambini l'anno e abbiamo, fra tutti gli ospedali, soltanto 38 posti di terapia intensiva".

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"La bambina è nata in una clinica di Catania e si sono subito individuate delle insufficienze respiratorie e noi su questo ovviamente investigheremo". Ha detto in conferenza stampa il procuratore di Catania, Giovanni Salvi. La casa di cura Gibiino di Catania, dove Nicole è nata, in una nota "respinge fermamente ogni illazione e congettura che in queste ore viene diffusa nei confronti del proprio operato" e si dice certa che dagli "esami autoptici emergera' che il decesso è stato causato da fattori che esulano dall'attività dei medici della struttura, che hanno fatto di tutto per salvare la vita alla neonata utilizzando cannule e sondini immediatamente dopo la nascita".

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