Neonata morta, intervento assessore Borsellino: "Ambulanza partita dopo 90 minuti dal parto"

L'assessore regionale alla Salute della Sicilia, Lucia Borsellino, durante un intervento all'Ars, svela ulteriori particolari sulla morte della piccola Nicole. "La telefonata al 118 "è partita dalla clinica Gibiino all'1.38 - svela - e l'ambulanza privata è partita solo alle 2.30"

L'assessore regionale alla salute della Sicilia, Lucia Borsellino, durante un intervento all'Ars, svela ulteriori particolari sulla morte della piccola Nicole: "La piccola è nata nella casa di cura Gibiino di Catania - dice la Borsellino - ma non è stata ricoverata in nessuna delle aziende ospedaliere di Catania e Siracusa. Ho immediatamente dato disposizione di avviare indagini ispettive. Nella stessa serata ho inviato formale richiesta al ministro Lorenzin di fare un'ispezione congiunta insieme agli organi ministeriali".

L'assessore spiega quindi quanto accaduto dopo avere appreso della tragedia. "Ho convocato un vertice con i dirigenti del mio assessorato. E in serata ho appreso sempre dagli organi di stampa che il ministero avrebbe inviato gli ispettori". L'assessore Borsellino ha poi detto, riferendo in aula all'Ars di avere informato i direttori generali degli ospedali di Catania e dell'Asp e "poi in serata ho anche informato il ministro, chiedendo subito di poter effettuare una ispezione congiunta". "Nel giro di poche ore - ha detto ancora - ho appreso sempre dalla stampa che il ministro avrebbe mandato ispettori per fare luce sui livelli essenziali di assistenza".

"Sono tante le incongruenze nel caso della piccola", rileva l'assessore. "E' partita solo dopo oltre un'ora dal parto dalla clinica Gibiino di Catania l'ambulanza con a bordo Nicole, la neonata poi morta durante il trasporto per Ragusa", riferisce in aula Lucia Borsellino. La telefonata al 118 "è partita dalla clinica Gibiino all'1.38 - dice ancora - e l'ambulanza privata è partita solo alle 2.30, cioè quasi un'ora e mezza dopo la nascita della bambina".

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L'assessore lancia poi un'accusa ben precisa: "Vorrei evidenziare che anche una maggiore correttezza e lealtà nella dialettica politica, anche in questa occasione, mi avrebbe consentito un più sereno svolgimento del difficile e gravoso compito di assessore alla Sanità. Allorquando il prevalere di molteplici interessi particolari si contrappone spesso al bene comune che, inevitabilmente, in tema di tutela del diritto all salute riveste una rilevanza assai sentita dalla collettività". E cita una frase di Oriana Fallaci: "Non si fa il nostro dovere perché qualcuno ci dica grazie ma perché è giusto". Parole salutate con una standing ovation, soprattutto dalla maggioranza in aula. E prima di lasciare Palazzo dei Normanni dice all'Adnkronos: "Le mie dimissioni non sono mai rientrate, per ora sto lavorando al caso di Nicole. Poi deciderò...".

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