Giovane nigeriana costretta a prostituirsi, presi i suoi aguzzini

La ricattavano con rituali "mistici", da effettuare con frammenti di vetro di finestrini di autovetture coinvolte in incidenti stradali mortali o di treni coinvolti in disastri ferroviari

Era arrivata in Italia con uno dei tanti "viaggi della speranza" ed i suoi aguzzini l'avevano costretta a prostituirsi per pagare il debito di 15 mila euro relativo alle spese per la traversata. Una giovane nigeriana ha trovato la forza di ribellarsi, nonostante la minaccia del rito "ju-ju" ed ha denunciato tutto al personale  dell'Oim, (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). La polizia di Catania ha arrestato, in collaborazione con di commissariati di Foggia e Caserta, Matthew Osatohamwan e Matthew Osarodion, accusati dei reati di tratta di persone e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con le aggravanti di avere esposto a pericolo la vita o l’incolumità delle persone trasportate su natanti privi di ogni necessaria dotazione di sicurezza, avendo fatto tutto ciò proprio per reclutare persone da destinare alla prostituzione.

Sul telefono di “Rosalia”, nome di fantasia dato alla ragazza nigeriana, i contatti dei suoi aguzzini erano stati registrati sotto il nome di “Brother” e “Sister”. La “sister”, rintracciata nel comune di Lusciano, è stata intercettata mentre cercava vari escamotage da adottare per riuscire a rintracciarla e progettando l’esecuzione di nuovi riti voodoo per punire la “fuggitiva”.

Rituali "mistici" da effettuare con frammenti di vetro di finestrini di autovetture coinvolte in incidenti stradali mortali o di treni coinvolti in disastri ferroviari, per rendere ancor più letale ed efficace la disgrazia minacciata. Il suo compagno aveva inoltre detto che avrebbe raddoppiato il debito che la vittima aveva nei loro confronti.

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