No Muos: dati Iss incompleti, la Regione faccia dietrofront

I legali del coordinamento No Muos smentiscono l'ipotesi di un maxi risarcimento agli Usa in caso di blocco del cantiere e contestano la relazione dell' Istituto Superiore di Sanità che giudica l'antenna militare non dannosa per la salute

"Avendo letto tutti gli atti del processo, non abbiamo mai riscontrato che potesse essere avanzata dal governo Usa la richiesta di pagamento di una penale di 18 miliardi di dollari".  Così i legali del Coordinamento Regionale dei Comitati No-Muos Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea smentiscono categoricamente l’eventualità di un maxi risarcimento a spese della Regione siciliana cui aveva fatto riferimento alcuni giorni fa il Governatore Rosario Crocetta, paventando l’ipotesi di un default della Sicilia in caso di interruzione dei lavori all’antenna Muos di Niscemi.

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"Non sappiamo da dove sia uscita questa ipotesi, –ha commentato l’avvocato Papandrea durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Catania – ed a nostro avviso la Regione avrebbe avuto delle ottime motivazioni per continuare ad applicare il principio di precauzione, considerato che ci troviamo in una zona già caratterizzata da un alto tasso di inquinamento ambientale e che le rilevazioni degli stessi tecnici regionali registravano delle anomalie".  

Lo scorso 24 luglio Crocetta ha comunicato al Ministero della Difesa la sospensione della revoca delle autorizzazioni necessarie al completamento dell’impianto di radiocomunicazioni a bassa frequenza, dando il via libera al riavvio dei lavori.

Secondo la relazione conclusiva dell’Istituto Superiore di Sanità, contestata dagli attivisti, "i risultati delle misure sperimentali effettuate dall’Ispra sulle antenne del sistema Muos indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura".

"Si tratta di rilevamenti compiuti nel giro di una settimana – spiega l’avvocato Papandrea –e si basano su parametri di legge non aggiornati, in quanto la parabola Muos è di nuova concezione".

Ai rischi per la salute, valutati anche in termini psicosomatici con un aumento dei ricoveri ospedalieri nella provincia nissena, si sommano quelli per la sicurezza del traffico aereo civile, come sottolinea il rappresentante dei Cobas Alfonso Di Stefano. "A causa di possibili interferenze da parecchio tempo sono attivi i 'notam', delle direttive sulle procedure di volo d’emergenza che si rinnovano ogni 6 mesi ed interessano gli aeroporti di Fontanarossa e Trapani-Birgi".

A partire dal prossimo 5 agosto gli attivisti daranno vita ad una serie di iniziative di sensibilizzazione presso la base americana di Niscemi, il 9 pomeriggio è prevista una nuova marcia di protesta.

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