I rappresentanti "no Muos" tornano all'attacco: è uno strumento di guerra

I comitati parlano di un nuovo pericolosissimo sistema di guerra, con un insostenibile impatto ambientale. E ancora, rischi per il traffico aereo sui cieli dell'isola "con l'aggravante che la maggiore società subappaltatrice abbia operato senza essere in possesso del certificato antimafia"

La vicenda Muos di Niscemi torna a far discutere. Se lo scorso mese la notizia del sequestro della stazione USA da parte della procura di Caltagirone aveva  fatto respirare di sollievo i componenti dei vari comitati della rete - ma anche semplici cittadini informati - adesso la faccenda si complica. Il 29 ottobre il tribunale di Catania ha annullato il sequestro accogliendo il ricorso dell’Avvocatura di Stato. Il coordinamento regionale dei comitati No Muos ha così convocato un tavolo urgente di lavoro lo scorso 3 novembre e sono in attesa di un nuovo incontro dell’assemblea regionale fissato per domenica.

Ed è allo stesso presidente della regione Crocetta che i "no Muos si sono rivolti,considerato che prima delle elezioni aveva garantito che tra i primi atti della sua eventuale Presidenza ci sarebbe stata la revoca di tutte le autorizzazioni concesse dalla ex giunta Lombardo.

“Vogliamo chiedergli di rispettare immediatamente questo impegno, dando avvio ad un nuovo corso in materia di basi e infrastrutture militari presenti nel territorio siciliano e sui processi di riarmo e militarizzazione che interessano l’isola e il Mediterraneo. Intendiamo  ribadire al Presidente Crocetta che il Muos è dannoso per la salute dei gruppi umani, devastante per la riserva “Sughereta” di Niscemi e strumento di guerra che potrebbe interferire anche con il funzionamento degli aeroporti di Catania e di Comiso”, scrivono i rappresentanti No Muos, richiedendo formalmente l’incontro con il Presidente Crocetta.

Come sostengono i comitati nella lettera inviata al presidente della Regione il sistema  di telecomunicazioni satellitari della Marina USA sarebbe anche un nuovo pericolosissimo sistema di guerra, con un insostenibile impatto ambientale, rischi per il traffico aereo sui cieli dell’isola “con l’aggravante che la maggiore società subappaltatrice abbia operato senza essere in possesso del certificato antimafia”. I no muos non ci stanno: sono di nuovo sul piede di guerra. E più di prima,questa volta.
 
 

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