Non vedenti e le barriere in città: tante esigenze e poca considerazione

"Catania non è affatto una città pronta ad accogliere adeguatamente i non vedenti". E' lo sfogo del dott. Gemmellaro, presidente provinciale dell'Unione Italiana Ciechi Sicilia

“Catania non è affatto una città pronta ad accogliere adeguatamente i non vedenti”. E' lo sfogo del dott. Gemmellaro, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi Sicilia.

“Si continua a non far nulla per agevolare chi è affetto da disabilità visiva. Abbiamo accusato fenomeni che si ripresentano sistematicamente, come le macchine parcheggiate sui marciapiedi oppure i pali della luce o quelli delle pubblicità contro i quali spesso il cieco si imbatte,e ancora i venditori ambulanti che espongono la merce,impedendo il libero passaggio sulla strada”, continua il Presidente.

Ma il Comune risponde alle esigenze dei non vedenti? “E’ vero che è stato realizzato un percorso che il non vedente può utilizzare per passeggiare nelle vie centrali della città, ma non viene rispettato dai cittadini - precisa Gemmellaro - Anche nei mezzi pubblici, non essendo installato un sistema di sintesi vocale, diventa difficile muoversi o spostarsi da un bus ad un altro per prendere la coincidenza! Come al solito notiamo la differenza con le altre città italiane o europee”.

L’onlus che opera a livello nazionale, ha tra i suoi compiti principali quello di diffondere la cultura della “cecità evitabile”. Il consiglio regionale siciliano dell’associazione, a partire dal 2000, ha potenziato l’attività di prevenzione delle patologie oculari, grazie alle unità mobili oftalmiche. La sezione provinciale conta un numero di 4.000 iscritti, senza considerare gli ipovedenti di due gradi.

“Tra le tante iniziative proposte, le più interessanti sono quelle di braille ovvero scrittura e lettura per i non vedenti, corsi di computer, gite su giorni, musicaterapia e riabilitazione visiva”.

Il consigliere della terza municipalità Borgo-Sanzio Giovanni La Magna ha, però, portato in consiglio una proposta che interessa la categoria: “Lo scorso agosto ho proposto l’installazione di semafori acustici nella zona di mia competenza che, in un secondo momento, dovrebbero essere estesi in tutta la città a costo zero”.

E quanto alla questione appena citata, il Presidente della sezione provinciale avverte che è necessario che le Istituzioni ascoltino e concordino insieme alle associazioni del settore le proposte da portare avanti.

“Anche in passato sono stati predisposti dei semafori acustici, ma poi il servizio è stato sospeso perché i residenti della zona venivano disturbati dal suono, come se si trattasse addirittura di inquinamento acustico. Vorrebbero che il semaforo funzionasse a chiamata, ma il non vedente non cercherà mai il palo per chiamarlo, considerato che sarebbe più opportuno che il semaforo suonasse automaticamente! Siamo ben contenti di sapere che c’è chi ha intenzione di occuparsi di queste persone,però, sarebbe pure ora che ascoltassero noi,invece, di procedere e di spendere finanziamenti a vuoto!” conclude Gemmellaro.
 

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